COSA CI VUOLE, SI SA…: UN’ENCICLICA INTELLIGENTE!

Campo adulti 2026

Gli Adulti di Azione Cattolica al Campo estivo di Asiago hanno affrontato il tema dell’Intelligenza Artificiale sulla base dei ricchi stimoli forniti da Papa Leone XIV nella “Magnifica Humanitas: Custodire la dignità umana nell’era digitale. Intelligenza Artificiale (IA) o Naturale? Non c’è più dicotomia (divisione) perché ormai l’IA è penetrata a più livelli nelle nostre vite, quando viaggiamo, quando ci curiamo, quando leggiamo o studiamo. Si tratta quindi di governarla, saperla gestire (e anche risparmiare) con l’intelligenza umana per non disumanizzare il contesto in cui viviamo.

La Presidente diocesana Benedetta Lodi ha presentato l’Enciclica MH facendo costante riferimento ai testi, rilevando che il documento riflette sulla difesa e valorizzazione della dignità umana di fronte alle sfide dell’innovazione e del colonialismo digitale, proponendo un modello di responsabilità condivisa per mettere la tecnologia al servizio del bene comune. Alcuni concetti chiave:

  • Dignità della persona e natura sociale: MH fonda la riflessione sulla dignità della persona umana attingendo alle Scritture e alla costituzione Gaudium et Spes. L’essere umano, creato ad immagine di Dio, possiede un valore intrinseco e inalienabile ed è strutturalmente sociale, realizzandosi attraverso la reciprocità, il dialogo e la vita di comunità. L’ordine delle cose deve rimanere sempre subordinato all’ordine delle persone e alla promozione del bene comune.

  • Le sfide tecnologiche e la sindrome di Babele: le tecnologie emergenti esercitano un potere del tutto inedito sulla vita quotidiana e sulle decisioni collettive. La concentrazione dei dati e della conoscenza rischia di generare nuove forme di colonialismo digitale e di ridurre la persona a semplice dato o ingranaggio.

  • Il mito dell’autosufficienza: evitare la sindrome di Babele significa rifiutare la pretesa di un’omologazione tecno-economica che sacrifica la dignità umana all’efficienza e al profitto.

  • La ricostruzione e responsabilità condivisa: sull’esempio del profeta Neemia, la comunità umana è chiamata ad agire con preghiera, discernimento e concretezza per ricostruire la città degli uomini. I valori devono tradursi in scelte politiche e democratiche efficaci.

Emilia Palladino, prof.ssa della Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana di Roma, nel suo intervento ha proposto un’analisi delle sfide metodologiche ed etiche poste dall’intelligenza artificiale generativa, basata sui principi dell’Enciclica e della Dottrina sociale della Chiesa. Per punti:

  • Natura e limiti dell’IA generativa: I modelli linguistici (LLM) basati su architettura Transformer separano la forma linguistica dalla verità: le allucinazioni – risposte inventate o false – sono l’effetto inevitabile di un’ottimizzazione della plausibilità sintattica e non della corrispondenza con la realtà. La delega acritica all’IA genera un conclamato debito cognitivo, riducendo il coinvolgimento cerebrale durante la stesura e rendendo gli individui più esposti alla manipolazione e alla propaganda. L’assenza di affidabilità intrinseca impedisce di delegare decisioni automatizzate all’IA, la quale può servire soltanto come spunto iniziale soggetto al controllo e alla verifica umana.

  • Valutazione etica, governance e azione responsabile: nella MH la verifica assume una centralità metodologica (è presente 15 volte come valutazione di un processo), diventando un’esigenza etica a livello individuale, di governance, politico ed ecologico. La concentrazione del potere infrastrutturale e dei dati in pochi attori privati richiede regole chiare come l’AI Act dell’UE, una vigilanza indipendente e un’adeguata educazione degli utenti. Contro il paradigma tecnocratico occorre coltivare un sano realismo che eviti idealismo e cinismo, assumendo responsabilità quotidiane per costruire la pace e porre al centro la persona e la comunione.

Articoli, lavori di gruppo e un Cineforum con il film “No other choice” – incentrato sul dramma della perdita del lavoro in Corea – hanno arricchito le giornate d formazione, insieme al consueto clima familiare creato, tra l’altro, da una quindicina di bimbi. I futuri gestori dell’IA.

PS: Questo articolo è stato redatto appositamente con un piccolo ausilio dell’IA generativa, ma nessun algoritmo è capace di far ridere come i giochi dei Giovanissimi organizzati per noi Adulti nelle serate di Asiago.

Di Francesco Manicardi

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