Dall’1 all’8 agosto si è svolto il Campo diocesano di AC del settore adulti a Falcade (BL). Hanno partecipato oltre 40 persone, un gruppo eterogeneo per età.
Il tema dell’intelligenza artificiale (A.I.) è stato sviluppato a partire dal testo Magnifica humanitas di Papa Leone XVI. “Abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo” (n.15 M.h.)
Benedetta Lodi, responsabile diocesana di AC, ha affrontato un percorso biblico alla luce del documento M.h. osservando cosa sia l’uomo. Nel Salmo 8 è sottolineata la piccolezza e la dignità dell’uomo. In Isaia 49 compare l’umanità magnifica del Signore che in Genesi è misericordia verso Abramo e il suo popolo, infatti Dio salva la città se ci sono dei giusti. In Rm 8 gli uomini sono figli ed eredi di Dio, coeredi di Cristo. Il peccato rende meno bella la nostra umanità, ma è possibile rinnovarci, la vita si rinnova in Cristo, anche se pochi rimangono in Dio salvano anche altri (2Cor 12). La parola umanità può avere più connotazioni: immagine di Dio, dignità, possibilità di amare, essere preziosi, essere fragili. In particolare la dignità dell’uomo va portata avanti nelle sue forme di: coscienza morale (distinguere il bene dal male), verità, libertà e vocazione sociale (amare Dio nell’altro). L’uomo ha un grande potere sulla creazione in Laudato Sì; in M.h. si pone l’accento sul potere dell’uomo su sé stesso e sui fratelli oltre all’importanza del discernimento culturale e sociale. L’immagine negativa della torre di Babele autarchica, senza Dio, è contrapposta a quella positiva della costruzione collettiva delle mura di Gerusalemme grazie al riformatore religioso Neemia capace di parlare con Dio, il re e il popolo. Viene sottolineata l’importanza del noi, di una corresponsabilità coraggiosa formata da ascolto, coraggio, preghiera e responsabilità. Il Papa parte dall’idea positiva di umanità che è magnifica perchè creata così, a differenza di altri pensatori del passato.
Don Carlo Bellini ha guidato le Messe quotidiane e due incontri inerenti alla “Dottrina Sociale della Chiesa”. Nel primo incontro ci ha spiegato in cosa consista la “Dottrina Sociale della Chiesa” che esisteva anche prima, ma è stata scritta per la prima volta da Papa Leone XIII con la Rerum novarum del 1891, è un insegnamento di riferimento che riguarda la vita degli uomini. La Chiesa riconosce l’autonomia delle realtà terrene (politica, economia e scienza) quindi non accetta uno Stato etico, cioè dove la religione viene prima dello Stato come accade invece nel mondo islamico. Ne consegue che i cristiani possono optare per opzioni partitiche e politiche diverse. La Chiesa infatti insegna principi di massima, mai decisioni concrete che sono lasciate alla coscienza dell’uomo, ritenuta un problema difficile poiché inspiegabile (filosofo Challenge). La “Dottrina Sociale della Chiesa” si basa su 5 principi che valgono sia per lo Stato sia per la Chiesa:
1)il bene comune da costruire e custodire insieme (ad es. la salute, l’ambiente, la sicurezza sociale, il benessere, la ricchezza, l’acqua);
2)la destinazione universale dei beni, quindi anche la proprietà privata deve favorire il bene comune;
3)la sussidiarietà che rende importanti i corpi intermedi, ad es. il Comune gestisce giardini e parchi pubblici non gestiti dallo Stato, la sussidiarietà può essere verticale (Stato- Regione- Provincia- Comune- privato) oppure circolare (tutti gli interessati possono partecipare attraverso co-progettazione o co-programmazione, da pochi anni secondo delle regole);
4)la solidarietà, per la quale il destino di ciascuno è legato a quello di tutti;
5)la giustizia sociale che pone lo sguardo sugli ultimi. Papa Francesco ci ha avvisato del pericolo della globalizzazione dell’indifferenza.
Obiettivo dei laici partire da questi spunti per portare il regno di Dio nel mondo, per rendere le comunità coese e appassionate alla nostra casa comune: la città.
Nel secondo incontro l’attenzione è stata posta sull’intelligenza artificiale (A.I.) che ci interroga in quanto è un sistema, una novità tecnologica e concettuale: si costruisce, si coltiva e si auto coltiva pertanto non si sa bene dove arriverà, ha un suo modo di affrontare l’etica, ma non è chiara quale sia la responsabilità etica. Si riconoscono nell’A.I. aspetti positivi (la scoperta della licina, nuovo antibiotico) e negativi (hackeraggio più facile). L’A.I. non ha una coscienza quindi non si sente in colpa, chiacchierare con le A.I. si rivela un problema pedagogico poiché non contraddicono e procurano soddisfazione; l’A.I. non è mai moralmente neutra, usa l’etica del maschio bianco occidentale, quindi il nuovo compito dell’umanità sarà un’etica planetaria pensata dall’uomo, non chiesta dall’A.I. . Altre questioni sono: la proprietà dei dati che è un bene comune come l’aria e l’acqua; il bisogno di disarmare l’A.I. cioè sottrarla dalla competizione economica, non solo militare; la riduzione della necessità di molti tipi di lavoro; il far funzionare le democrazie poiché ci stanno convincendo che le tirannie funzionino meglio; la verità nella comunicazione, data la facile costruzione di fake news; l’educazione all’uso e alla comprensione dell’A.I.; rispettare la grandezza dell’uomo anche quando ha dei limiti; riflettere sulle differenze etiche per creare un’etica comune, non costruire una super etica e nemmeno farne scomparire alcune; la gestione delle guerre con l’A.I. (droni, missili) deve sempre permettere di identificare il responsabile umano. Manca molto sia una profonda spiritualità per poter essere non violenti come Gandhi, sia un’intelligenza nella politica che rimane ancora su livello “vinco, perdi” invece che “vinco, vinci”.
Marialaura Mantovani ha spiegato attraverso “pillole” quotidiane cosa sia l’A.I., nelle sue possibilità e rischi. L’A.I. non è uno strumento ma un’infrastruttura globale che comprende anche noi. Nel Codice Civile degli USA l’A.I. è definita per fare previsioni, prendere decisioni, percepire, astrarre modelli, compiere azioni. Si parla di A.I. dagli anni ’50, ha bisogno di un grande immagazzinamento di dati nei mega data centers (CTU) che servono ad esempio alle automobili. Occorre un cilindro di semiconduttore di un minerale estratto da miniere. La corsa agli accaparramenti comporta problemi geopolitici, militari, sociali, ambientali e di resilienza. Le multinazionali Big Tech hanno accumulato capitali in quantità maggiore di parecchi Stati europei. L’obiettivo di accelerazione delle aziende che vogliono raggiungere più velocemente gli obiettivi porta a escludere l’essere umano dalle decisioni (paradigma tecnocratico). C’è chi sostiene il bisogno di decelerare per un confronto tra l’A.I. e l’umano, ma questo non viene fatto per paura di rimanere indietro. Capire quale morale abbia l’A.I. La raccolta e vendita di dati pubblicitari è un forte business che arriva a manipolare le persone con diverse strategie affinché rimangano collegate per più tempo. Infatti le piattaforme lucrano sui grandi numeri. Diversi studi attestano danni psicologici e psichiatrici che nei minori si manifestano con disturbi del sonno, dell’attenzione, della concentrazione, delle relazioni e delle emozioni; forme di fragilità, dipendenza, isolamento, bullismo, cyberbullismo e depressione. I genitori faticano a resistere da soli.
Elisabetta Gasparini ha presentato la venerabile Madeleine Delbrel (1904-1964), assistente sociale, poetessa e mistica, un esempio di come si possa essere missionari senza battello nella propria città, anche con il proprio lavoro, di quanto la preghiera sia fondamentale per accompagnare ogni azione quotidiana al servizio degli altri, vivendo pienamente tra i problemi dell’epoca, aumentando l’umanità e sollecitando il dialogo e forme alte di preghiera oltre che di poesia.
Guido Capiluppi ha ripercorso la vita del venerabile Giuseppe Toniolo (1845-1918), economista, sociologo e insegnante, che diede impulso al pensiero cattolico rilanciando l’enciclica Rerum Novarum, nonostante il Non expedit che proibiva la partecipazione politica per i cattolici, fornì spunti per i politici. Ribadì la necessità di occuparsi della classe operaia, costruire enti morali ecclesiastici a favore di persone svantaggiate, pensare ad una riforma agraria e organizzare associazioni operaie cattoliche.
Il film “Francesca Cabrini” ci ha indicato come la forza della fede, la tenacia e il coraggio della Santa Francesca Saverio Cabrini (1850-1917) abbia permesso, assieme alle sorelle della sua congregazione, di migliorare la condizione di tanti italiani immigrati in America che vivevano in condizioni disumane, ha evidenziato come un atto di bene possa determinare enormi cambiamenti. Il film “Chiamami don Matteo- Zuppi” ci ha permesso di conoscere meglio il cardinale Zuppi, la vita vivace e spesa per gli altri di un consacrato nel proprio ministero.
Abbiamo potuto svolgere alcune visite: all’Abbazia di Praglia, anche pregando l’ora media con la comunità monastica, un percorso nel Parco di Paneveggio, la vista del panorama presso il Lago di Cavia, l’uscita con la guida locale in Val di Gares, la gita in Val Venegia, le visite guidate al Museo di Selva di Cadore e alla Biblioteca del Centro Studi Albino Luciani.
Ringraziamo il Signore per la possibilità di amicizia e di ritemprarsi; ringraziamo per chi ha pregato per la buona riuscita del campo, per gli organizzatori, per i relatori, per chi ha guidato, per chi si è occupato della preghiera delle lodi e della preparazione alle Messe e per chi ha avuto a cuore i bisogni di ciascuno.
Di Elisabetta Gasparini