Cosa ci insegna la storia di Rut

Viaggio fra i campi invernali GG: parrocchie di San Francesco e Cattedrale

Anche quest’anno i GG di San Franceso, di San Nicolò e del Duomo si sono ritrovati per partecipare al campo invernale presso la località di Ligonchio. La protagonista di questo campo è stata Rut, con la sua storia.
Una ragazza moabita che, divenuta vedova, sceglie di seguire fedelmente la suocera a Betlemme; ritrovatasi straniera in questa terra reagisce cercando un lavoro tra i campi come spigolatrice. Booz il padrone del terreno trova Rut seduta a riposare; chiede al suo servo chi sia ed esso gli risponde che era venuta quella mattina e aveva lavorato fin a quel momento nel campo senza mai riposarsi. Booz non si ferma pregiudicandola bensì le concede di bere e mangiare con i suoi servi.
Noemi, volendo che Rut avesse una vita felice, cerca di farle sedurre Booz attraverso gesti. Booz, un parente di Noemi, secondo una legge antica, avrebbe potuto generare un figlio con lei e sarebbe divenuto un discendente del padre morto. Booz, però, lascia libera Rut presentando lei un parente più stretto, “il tale”, che però la rifiuta essendo moabita. Booz diventa quindi lo sposo di Rut continuando la discendenza e la genealogia di Gesù.

Grazie alle relazioni degli animatori e di don Massimo abbiamo riflettuto sulla turbolenta storia di Rut che si dimostra sempre fedele alla suocera, che dà la colpa delle sue sfortune a Dio. Questo gesto dimostra che la moabita, essendo pure pagana, conosce meglio il Signore della donna cristiana.
Rut, volendosi riscattare, cerca la propria dignità anche nel lavoro più umile. Booz accoglie la sua storia, si dimostra sempre rispettoso e cerca il meglio per lei. Rut utilizza il corpo: ovvero ciò che ci mette in relazione con gli altri, a volte però questi gesti possono essere fraintesi, soprattutto tra diverse realtà come quella maschile e quella femminile. Booz rispetta le leggi che riguardano l’intima moralità. Questo comportamento lo fa apparire pieno di bontà e lo fa assimilare alla figura di Dio il quale è sempre presente nella vita delle persone. Totalmente opposto a Booz è “il tale” che non riesce ad accogliere il diverso e lo disprezza.
Rut, sposata con Booz, rientra così nella genealogia di Gesù. Questo vuole farci comprendere l’importanza dell’accoglienza dello straniero, soprattutto in questo momento nel quale i migranti sono ritenuti una categoria debole e non voluta dalla popolazione locale che vede minacciata la sua identità e tranquillità.

di Lorenzo Ricchetti e Filippo Bernardotti
Parrocchia di San Francesco e Cattedrale

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