Camminare nell’amicizia

Intervista a Caterina Lugli e Raffaele Freddi

Il fine ultimo della proposta formativa di AC per i giovani e giovanissimi è che “ognuno possa incontrare Gesù, o meglio, possa lasciarsi incontrare da Lui”.
Nella vostra esperienza in questo triennio che si è concluso, quali momenti/iniziative sono riuscite meglio in questo intento? Quali ricordate con maggiore gioia?

Caterina

Intanto un grazie di cuore a tutte le persone che hanno partecipato, che ci hanno accompagnato, aiutato, sostenuto, e che hanno reso l’AC e la Chiesa un posto più bello in questo ultimo triennio. SEGUIRE il Signore non è possibile senza amicizie spirituali che ti spingano ad andare al cuore della Sua chiamata, senza capire in profondità cosa significa essere Suoi discepoli.
Senza tutti voi questi sei anni non sarebbero stati così belli.
Ricordo con molto affetto, tra i tanti momenti vissuti insieme nell’amicizia e nella preghiera, i pellegrinaggi di Gesù è il Signore, in particolare il GèilS del 2016 a Bari. A volte la dimensione parrocchiale non ti fa avere un orizzonte ampio, nuove idee e le forze necessarie per portarle avanti. Sono quei momenti in cui spesso siamo chiamati a fare discernimento nelle difficoltà, a farci incontrare nuovamente dal Signore. Bari è servito a questo: lì Lui si è fatto vicino, ci ha consolato, ci ha rimesso in cammino. Sono stati due giorni bellissimi, in cui abbiamo conosciuto realtà nuove e vive, fatte da persone che hanno incontrato il Signore e che da Lui si sono lasciate convertire e rinnovare.
Abbiamo imparato in questo triennio che incontrare persone di provenienza (e di religione anche) diversa è sempre arricchente. Nell’incontro nascono amicizie, pensieri, riflessioni, preghiere mai scontate che mostrano come sia possibile sentirsi figli solo se capisci che hai dei fratelli.

Raffaele

Credo che per i giovani e i giovanissimi la possibilità di incontro con il Signore si sia data in questo triennio principalmente nella quotidianità del cammino annuale quando gli incontri hanno permesso di soffermarsi su domande non del tutto risolte, quando si è dato spazio ad amicizie profonde lasciando che l’altro ci mettesse in discussione, quando i cammini personali di ricerca di senso alle esperienze vissute sono stati condivisi e quando in tutte queste cose si è fatta una fatica seria per convertirsi davvero lasciando lavorare il Vangelo nella nostra coscienza.
Gli appuntamenti e le iniziative intraprese hanno soltanto reso più evidente il desiderio e la possibilità di generare queste dinamiche. Tra i primi che mi vengono in mente ci sono gli appuntamenti del percorso “Gesù è il Signore!” e i campi estivi, che di anno in anno, si sono rivelati momenti davvero preziosi.
Oltre a questi, le iniziative pensate per il Giubileo straordinario sulla misericordia sono state un elemento distintivo e di arricchimento di questo triennio. Spero che questo bagaglio potrà essere un motore potente anche per l’AC del futuro!
I momenti che ricordo con maggiore gioia sono quelli che sono stati un segno per capire che le fatiche fatte nel cammino insieme ai GG e ai G potevano portare un frutto buono. Piccole cose, come ad esempio il vedere i giovanissimi mettersi davvero in gioco su alcune idee uscite all’incontro, ascoltare un giovane confidare che in una certa situazione si è sentito cercato e questo gli ha fatto venire voglia di continuare a impegnarsi, gli amici che mi hanno aiutato a inquadrare alcune sfide da affrontare e a guardare con più speranza il futuro.

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