«Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”.
Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò.
Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono».
Il primo lunedì di Avvento, che quest’anno coincide anche con la festa di Sant’Andrea Apostolo, ci offre il brano del Vangelo di Matteo che racconta della chiamata dei primi discepoli: Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni.
È davvero un dono prezioso poter iniziare questo particolare tempo di Avvento, segnato dai dolori e dalle fatiche dell’emergenza sanitaria, contemplando l’incontro che Gesù fa con quattro modesti lavoratori lungo le sponde del mare di Galilea; permettendoci di fare memoria del nostro incontro col Signore.
Che cosa accade in questo incontro? Non è un salutarsi, un “intrattenersi” o un fare la conoscenza, c’è solo una chiamata. Ai due pescatori che stanno lavorando Gesù rivolge una parola che è un invito “Seguitemi!”. È una parola che egli, certamente, ha detto ad alta voce, quasi un grido, per vincere il rumore delle onde del mare. Gesù aggiunge subito il motivo di questo invito: “Vi farò diventare pescatori di uomini”. Matteo ci dice che i quattro “subito lasciarono le reti e lo seguirono”.
La cosa che colpisce di più di questo episodio è forse la velocità con cui prima Simone e Andrea e poi Giacomo e Giovanni lasciano subito le reti e seguono Gesù.
È utile però soffermarsi anche sulla chiamata stessa e, in particolare, sulla modalità con cui Gesù li invita a seguirlo, poiché ci può illuminare proprio sull’atteggiamento dei discepoli. Anzitutto essa avviene non nel Tempio o in qualche luogo religioso e sacro, ma si svolge nella ferialità laica di un lavoro molto umile. Ancora più interessante è considerare il fatto che la chiamata di Gesù non stravolge per nulla le attitudini professionali di Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni. Essi restano quel che sono: pescatori; solo non più di pesce ma di uomini.
Nella chiamata dei suoi primi discepoli, Gesù si rivolge a loro sul piano concreto della loro umanità. Il Vangelo di oggi ci ricorda come Gesù ci abbia e continui ad incontraci nelle gioie e nelle fatiche del quotidiano; non per stravolgere o togliere qualcosa alla nostra vita ma per darle pienezza.
C’è, infine, un altro aspetto molto particolare di questa chiamata che merita attenzione. Gesù chiama dei fratelli. I suoi primi discepoli sono “pescati” da una fraternità. Li chiama insieme. E anche se la loro storia sarà unica per ciascuno, ciò che impressiona è la predilezione che Gesù ha per la fraternità, per le relazioni.
Com’è bello sapere che Gesù non ci chiama a seguirlo da soli, ma insieme agli altri, insieme ad una comunità.
Il Vangelo di oggi sembra allora invitarci a fare di questo particolare tempo di Avvento un tempo di riscoperta. Un tempo in cui, cioè, come auspicato da papa Francesco nella sua ultima enciclica, «riconoscerci, tutti, compagni di strada, veramente fratelli» (n. 274).
A cura di Alberto Barbieri