Alzi la mano chi davanti a un grande cambiamento non ha provato, almeno una volta, un po’ di frustrazione o addirittura delusione e ansia, o chi non ha mai pronunciato la fatidica frase “ma ce n’era proprio bisogno?”, “chi me l’ha fatto fare!” Eppure, ci sono cambiamenti ricchi di attesa, di entusiasmo: la maggiore età, esperienze desiderate di studio o lavoro all’estero, la costruzione di una vita insieme alla persona amata, … cambiamenti in cui tutto, o quasi, concorre ad una visione di costruzione. Altri cambiamenti invece ci affaticano e appesantiscono: traslocare verso una nuova casa, il dover cambiare lavoro, invecchiare, i cambiamenti inaspettati che l’esistenza porta, … giusto per citarne alcuni. Tutti questi eventi, però, hanno in comune alcuni fattori: il passaggio, il cambiamento più o meno radicale, la costruzione del futuro, la necessità di confronto con tante persone, la conoscenza, l’imprevedibilità.
La costruzione della nuova diocesi rientra nella categoria del cambiamento, probabilmente quello più faticoso e dal futuro molto incerto, in cui ci è chiesto di abitarne la complessità. Questo cambiamento non è un restyling o una bizzarra richiesta di don Erio, ma “bisogna sempre cambiare perché cambiano i tempi, quello che è essenziale non cambia mai: l’annuncio di Gesù Cristo”1: come ci ricorderebbe papa Francesco, è l’attivare processi, un incoraggiare la promozione del cambiamento e della crescita attraverso l’avvio di percorsi. Il cammino della nuova diocesi è tracciato e in evoluzione, ci richiama tutti, in prima persona, dentro le nostre comunità parrocchiali perché la pastorale parta dai bisogni più urgenti dei territori, dall’individuazione delle priorità nel ripensare il servizio e la missione, dalle risorse. Il processo, che ha inizio dai consigli pastorali parrocchiali e poi dalle assemblee vicariali costituenti, ci chiama a mettere al centro la corresponsabilità (condivisione delle responsabilità tra tutti i battezzati, laici, laiche e pastori) e la sinodalità (camminare insieme dietro al Signore e verso la gente sotto la guida dello Spirito) nell’aver cura di tutti e tutte. Una corresponsabilità concreta vissuta nell’annuncio e nella prossimità, individuando insieme laici e laiche e i pastori da proporre al Vescovo per la scelta della guida dei cinque Vicariati. Ecco, quindi, che ritorna l’importanza dei territori: siamo chiamati ad ascoltare i “battiti” dei segni dei tempi perché la Chiesa non rimanga ai margini dentro la sua “bolla” ma sappia fare della storia reale e quotidiana, con le sue complessità e contraddizioni, una storia di salvezza per tutti e tutte.
Anche l’Azione Cattolica, in quanto partecipe concretamente alla vita della diocesi e delle parrocchie, è “chiamata ad allargare gli orizzonti, a costruire ponti, a farsi prossima, a generare cultura e dare ragione, con coraggio e creatività spirituale”2, rispondendo e assumendo come propria la pastorale della Chiesa diocesana, con quelle caratteristiche che ci sono proprie della Preghiera, della formazione, del Sacrificio e dell’Apostolato, passo dopo passo. Riscopriamo la natura missionaria dell’Azione Cattolica, non chiudiamoci nelle parrocchie, nei gruppi cadendo nel rischio dell’autoconservazione, ma diventiamo sempre più lievito per costruire insieme a tutti e tutte l’AC del futuro e la Chiesa del futuro. L’Azione Cattolica di Carpi sparirà? No! Non ci chiameremo solamente AC della Diocesi di Carpi ma insieme all’Arcidiocesi di Modena-Nonantola inizieremo, abbiamo già iniziato, un nuovo cammino, un’avventura che ha bisogno di attesa e di entusiasmo e del contributo, piccolo e grande, di tutti e tutte. La nostra storia è parte integrante di ciò che siamo oggi, della nostra identità e non potrà svanire, ma c’è un futuro da costruire insieme a don Erio, all’AC di Modena-Nonantola e alla nuova diocesi. Ma cosa accadrà? Siamo chiamati a vivere con gioia la nostra apparenza all’AC nel servizio fraterno alla Chiesa diocesana e parrocchiale attraverso i percorsi dell’ACR, dei Giovanissimi, dei Giovani e degli Adulti: continuando i cammini già avviati ma dentro ai vicariati, sapendo che differenze ci saranno perché diversi sono i territori. Sarà difficile vivere l’unità in una diocesi così estesa? Certamente all’inizio andrà ricercata e desiderata: è un passo nuovo. Se le distanze inevitabilmente si allungheranno non dovrà essere così per le relazioni e la cura e questo dipende da ciascuno di noi.
Quali saranno i passaggi futuri? Concluderemo il triennio 24-27 ancora come AC della Diocesi di Carpi, ma collaborando, come già avviene, per costruire insieme a Modena l’unità; il primo passo è conoscere e conoscersi. In prospettiva della nuova Azione Cattolica diocesana è stata costituita l’equipe che avrà il compito, raccogliendo le varie istanze, di redigere il nuovo Atto Normativo (che regola la nostra vita associativa diocesana, insieme allo statuto dell’Azione Cattolica), grazie al contributo di Paola, Massimo e Raffaele da Modena insieme a Giovanna, Giulia, Alessandro e Monica per Carpi. L’Atto normativo dovrà poi essere votato dall’assemblea diocesana straordinaria, prevista nel 2026, e approvato dal consiglio AC nazionale.
Intanto per non perdere e perdersi, sul sito www.accarpi.it è a disposizione il calendario degli appuntamenti AC da scaricare, che verrà aggiornato di volta in volta. Abbiamo deciso, come presidenze unite, di inserire nel calendario interdiocesano solo gli appuntamenti che vedranno insieme l’AC di Carpi e di Modena-Nonantola, per tutto il resto vi rimandiamo al sito e alle comunicazioni dei settori; sapendo bene che nel cambiamento tutto è migliorabile! Il primo appuntamento unitario, per la nostra diocesi, è l’Assemblea diocesana il 9 novembre a Mirandola. Vi aspettiamo numerosi per dare voce a tutti e tutte e progettare insieme la vita associativa.
Abitiamo con gioia la complessità!
La presidenza AC – Diocesi di Carpi
1 Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti al Congresso del Forum Internazionale dell’Azione Cattolica (FIAC) Aula del Sinodo, 27 aprile 2017.
2 Prefazione di Mons. Claudio Giuliodori Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica italiana. La vostra laicità è ricchezza. Papa Francesco all’Azione Cattolica a dieci anni dal pontificato.