All’ACR la pace è di casa!

Iniziativa per il Mese della Pace

«Così potremmo forse riconoscere che Dio, nella Sua sapienza, ha inviato a noi, nell’Europa ricca, l’affamato perché gli diamo da mangiare, l’assetato perché gli diamo da bere, il forestiero perché lo accogliamo, e l’ignudo perché lo vestiamo. La storia poi lo dimostrerà: se siamo un popolo, certamente lo accoglieremo come un nostro fratello; se siamo solamente un gruppo di individui più o meno organizzati, saremo tentati di salvare innanzitutto la nostra pelle, ma non avremo continuità.»

Dall’udienza ai partecipanti alla Conferenza promossa dalla “Fondazione Romano Guardini” di Berlino, in occasione del 130° anniversario della nascita del filosofo, 13.11.2015

 

La scelta dell’Azione Cattolica di iniziare l’anno dedicando il mese di gennaio alla pace è un’occasione significativa e preziosa che gli associati sono chiamati a cogliere a pieno. Anche per l’ACR il Mese della Pace, con cui ripartono le attività parrocchiali, è il motore di un’attenzione costante, che dev’essere un binario da percorrere con fede e gioia lasciandoci condurre dall’amore di Dio nelle necessità degli uomini.
Condividere con i più piccoli questo messaggio è come piantare un seme, coltivare insieme a loro una consapevolezza che germina nel cammino ecclesiale per farsi cultura, per farsi cura globale del mondo e degli uomini. Quest’anno più che mai il Mese della Pace ci aiuta a riflettere su quanti desideri belli il Signore abbia per il suo popolo: desideri di pace, giustizia, fratellanza, carità. Il giubileo della Misericordia indetto da papa Francesco ce lo ricorderà ogni giorno, per tutto questo anno eccezionale, che vogliamo far vivere anche ai bambini e le bambine della nostra diocesi in tutta la sua bellezza.
Per questo l’equipe diocesana, formata dagli educatori delle parrocchie, ha creato un piccolo percorso, che oltre ad aiutare i bambini e le bambine a comprendere il significato e la novità di cui questo giubileo ci parla, li vedrà impegnati negli strumenti che il Signore ci dona per portare la Pace nella realtà in cui viviamo: le opere di misericordia.

Il giubileo, infatti, ci dona un tempo di grazia, in cui guardare a «quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito e spento a causa dell’indifferenza dei popoli ricchi» e riscoprire l’attualità delle opere di misericordia corporali e spirituali, così da costruire nuove strade e aprire nuove “porte” di giustizia e di solidarietà, vincendo “la barriera dell’indifferenza”, come ci ricorda papa Francesco (Misericordiae vultus, n. 15).

Come ogni anno, l’associazione diocesana aderisce all’iniziativa di carità proposta dall’Azione Cattolica nazionale, a sostegno di un progetto che quest’anno vede coinvolta non solo l’articolazione dell’ACR ma tutti i settori: la pace è di casa.
Attraverso la vendita di un gadget, l’AC s’impegna a sostenere l’accoglienza dei migranti che approdano sulle coste italiane, nel tentativo di alleviare le sofferenze di chi affronta una situazione così difficile. La tazza − il gadget scelto quest’anno − è un oggetto semplice, che può essere però segno di ospitalità, di ristoro, di accoglienza; è segno di quel luogo, la casa, che deve essere caldo, accogliente e sicuro, che è proprio il desiderio di queste persone che scappano dalle sofferenze e dalle guerre e ci chiedono di non restare indifferenti alle loro grida di aiuto. Il ricavato della vendita sarà devoluto a un progetto di sostegno delle iniziative e delle istituzioni già presenti nel territorio di Agrigento, come zona cruciale di approdo dei profughi.
Con questo gesto, l’associazione intera vuole contribuire non solo materialmente, ma anche nella costruzione di una cultura di Pace, che riesca a combattere quella “globalizzazione dell’indifferenza” che il papa richiama come male del nostro tempo.
Uno strumento potente per fare ciò è sicuramente la dimensione educativa, la diffusione di una cultura dell’accoglienza, dell’ospitalità della fratellanza, che si costruisce a partire dai ragazzi e dalle ragazze che ci sono affidati e che, più che in precedenza, saranno chiamati a vivere questa realtà di fratelli che chiedono di essere ascoltati, di non essere ignorati. Ma forse è proprio questo il tempo giusto, nonostante le difficoltà e la sofferenza che vediamo, il tempo favorevole che ci è stato affidato, il tempo in cui noi siamo chiamati a farci strumento nelle mani del Padre.

di Laura Stermieri
Parrocchia di Gargallo

 

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