Come ormai ogni anno il campo invernale Giovani − svoltosi dal 28 al 31 dicembre − ha visto come protagonisti i giovani di AC affrontare un tema di attualità: la Russia, che è stata analizzata sotto il profilo storico-culturale, economico attraverso le vicende alle quali ha preso parte dopo la caduta dell’Unione delle Repubbliche Sovietiche.
RUSSIA, DAL NOVANTA AD OGGI
A rompere il ghiaccio fra i relatori è stata la prof. ssa Olga Dubrovina, docente in Lingue e cultura russa all’Università di Modena e Reggio Emilia e ricercatrice in storia moderna e contemporanea e cultura russa, che ha introdotto i giovani al tema principale partendo dagli anni ’90 e raccontando di come la popolazione della neo Repubblica Russa soffrisse in quel periodo. Nonostante la nascita di mass media privati, la libertà di poter lasciare il paese e l’introduzione di molti nuovi prodotti nel mercato, la popolazione rimpiangeva l’Unione sovietica.
Infatti, dopo il crollo dell’URSS l’economia ha subito un ribasso al contrario del tasso di mortalità; a peggiorare ulteriormente la situazione è subentrata inoltre la guerra in Cecenia. La situazione ha iniziato poi a stabilizzarsi nel nuovo millennio con l’entrata in carica dell’attuale presidente Vladimir Putin che, anche grazie a una crescita del costo del petrolio, ha saputo risollevare l’economia e risolvere la situazione cecena.
UNA NUOVA POTENZA ECONOMICA
La seconda relazione è stata tenuta dal docente di Sistemi economici comparati all’Università di Padova, il prof. Luigi Marcolungo. La relazione in ambito economico è iniziata dai primi anni del Novecento, momento storico in cui la Russia basava ancora la propria economia sull’agricoltura. Questo sistema si è poi indebolito con la “Rivoluzione d’ottobre”, che ha portato alla vittoria i bolscevichi di Lenin ma a caro prezzo. La situazione finanziaria è stata poi risollevata dal successore Stalin grazie a un processo d’industrializzazione “forzata”, alla quale i contadini hanno aderito in prospettiva di un futuro migliore.
Successivamente dopo la caduta dell’URSS, la Russia ne ha tratto un vantaggio economico: si è svincolata dall’obbligo di sovvenzionare le altre repubbliche sovietiche e soprattutto di mantenere una parte dell’esercito di stanza in Germania. Attualmente, la Russia è divenuta una forte potenza economica e sta stringendo accordi economici con la Cina, al fine di creare la “nuova via della seta”, ovvero un metodo per esportare più velocemente i prodotti orientali negli altri continenti.
IL PASSATO UCRAINO
Durante la mattina del terzo giorno è stato il dott. Andrea Franco a introdurre l’argomento principale della giornata: la questione ucraina. In particolare, il dott. Franco ha presentato l’Ucraina come stato facente parte dell’impero zarista durante il XIX secolo, spiegando come e da dove sono nate le forti divisioni interne che tutt’oggi caratterizzano il paese. Il relatore ha inoltre dedicato una parte del proprio intervento alla letteratura e al pensiero ucraino dell’Ottocento, spiegando come già allora gli intellettuali scelsero di votarsi alla cultura russa o a quella ucraina.
TRA EST E OVEST
L’ultima relazione è stata tenuta da un giornalista, un testimone diretto degli scontri in Ucraina, il dott. Eliseo Bertolasi, il quale si è concentrato sullo scontro tra Ucraina orientale e occidentale, spiegando come il conflitto sia iniziato dalla necessità delle popolazioni filorusse orientali, stanche della forte pressione del governo, di dichiararsi indipendenti da Kiev riconoscendo come patria la Russia.
Il governo ucraino, guidato da un partito di estrema destra, ha risposto violentemente: prima obbligando all’uso della lingua ucraina nonostante gli abitanti della zona orientale parlassero russo, e poi mettendo in atto un’estenuante guerra di trincea. Il dott. Bertolasi ha inoltre documentato la sua relazione con foto e filmati che mostrano un paese consumato dalla guerra, dove la vera battaglia non la stanno combattendo i soldati ma i civili.
di Alessandro Gasperi
Parrocchia di San Possidonio