Incontro con papa Francesco

Roma | 30 aprile 2017

Dopo alcune settimane la gioia di questo incontro è stata rinnovata a Roma, in occasione del 150° anniversario dell’Azione Cattolica.
Partiti da Carpi e giunti all’alba a Cinecittà, nella periferia di Roma, abbiamo raggiunto piazza San Pietro dove siamo stati inondati da un clima di festa e di appartenenza ad una Chiesa che si spinge oltre il nostro gruppo diocesano, coinvolgendo tutti i gruppi dell’Azione Cattolica italiana.
Dopo una serie di preghiere, di inni dell’ACR degli anni passati e gli interventi da parte del presidente Matteo Truffelli e dell’assistente nazionale, a bordo della sua papamobile è arrivato il tanto atteso papa Francesco, felice e sorpreso per la grande partecipazione in occasione di questo evento.
Secondo le parole del papa, l’Azione Cattolica è un popolo formato da uomini e donne di ogni età e condizione, che hanno scommesso sul desiderio di vivere insieme l’incontro con il Signore al fine di costruire una società più giusta, più fraterna, più solidale. In questa famiglia ha ricordato Giuseppe Toniolo, Armida Barelli, Piergiorgio Frassati, Antonietta Meo, Teresio Olivelli e Vittorio Bachelet, invitandoci a seguire i loro passi per portare frutto là dove la Chiesa abita in mezzo alle persone. Ci ha inoltre affidato il compito di rendere il servizio della carità, l’impegno politico, la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale un’esperienza missionaria destinata all’evangelizzazione e non all’autoconservazione.
Dobbiamo essere aperti alla realtà che ci circonda, senza temere il dialogo con chi abbiamo di fronte e con chi la pensa diversamente, ma che come noi è desideroso di pace, giustizia e fraternità, al fine di progettare un futuro condiviso. Con questo messaggio il papa ha concluso il discorso all’Azione Cattolica, che lui definisce anche Passione Cattolica.
Le sue parole e l’incontro con la comunità sono state un’esperienza di gioia che ci deve spingere a continuare il cammino nel futuro all’interno dei gruppi Giovani e Giovanissimi, a partire dal presente. Ciò è possibile anche grazie alla comunità stessa, in tutte le relazioni che la compongono, che ci sostiene, ci aiuta e ci dà speranza.

di Gioia Scazza e Francesco Bussei

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