Associazioni e movimenti uniti per la pace

Lettera consegnata al Presidente Mattarella

Amnesty, ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Azione Cattolica, Banca Etica, Fondazione Finanza Etica, GMI (Giovani Musulmani d’Italia), Libera, Migrantes, Movimento dei Focolari, Movimento Non violento, MPPU (Movimento Politico Per l’Unità) sono le associazioni e i movimenti che il 25 aprile hanno consegnato al Presidente della Repubblica Mattarella un documento che analizza e chiede conto della vendita di armi da parte dell’Italia.
«Da due anni il governo viola una legge italiana, la n. 185/90, inviando armamenti in Arabia Saudita, paese in guerra contro lo Yemen. Questo non è accettabile. Due anni di conflitto hanno portato a circa 12.000 morti e 20.000 feriti, secondo il resoconto del Legal Center for Rights and Development, oltre a centinaia di migliaia di abitazioni distrutte, milioni di sfollati, centinaia di scuole, moschee e ospedali polverizzati, infrastrutture per i trasporti e telecomunicazioni distrutte o inagibili».
Così si legge nella lettera destinata al Capo dello Stato e ancora: «La Relazione annuale al Parlamento dell’Autorità nazionale UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) relativa all’anno 2015 attesta che l’Italia ha esportato in Arabia Saudita materiali di armamento per un valore di 212 milioni di euro».
Pochi giorni dopo la stesura della lettera è uscita la relazione per l’anno 2016 che attesta la vendita di armi all’Arabia Saudita per un valore di 427,5 milioni di euro (circa il 50% in più) e in generale un aumento del 85,7% rispetto al 2015 per un valore totale di 14,6 miliardi di euro.
«Perché non si destinano fondi pubblici alla riconversione dell’industria bellica come previsto nella legge 185/90? Come mai Finmeccanica – Leonardo (30% del capitale controllato dal Ministero dell’Economia e Finanza) sta cedendo progressivamente il settore civile per investire nel comparto delle armi che offre meno posti di lavoro di altri comparti tecnologici?».
Le richieste d’intervento poste al Presidente Mattarella sono chiare:

  1. Porre fine al trasferimento di sistemi militari e munizionamento alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita per prevenire ogni rischio di commettere o facilitare serie violazioni del diritto umanitario e dei diritti umani in Yemen.
  2. Sollecitare l’istituzione di un’indagine internazionale indipendente per esaminare le violazioni di tutte le parti in conflitto, al fine di assicurare la giustizia, le responsabilità e il risarcimento per le vittime.
  3. Promuovere, in sede europea, l’attuazione della Risoluzione del Parlamento Europeo del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen (2016/2515[RSP]).
  4. Promuovere e incentivare la riconversione industriale come previsto dalla legge 185/90».

Ora si attende risposta, consapevoli che porre fine ai conflitti è un potere che sta anche nelle mani dell’uomo: ognuno di noi può e deve farsi costruttore di pace.

di Giulia Maestri

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