Prosegue fino a domani a Wrocław, in Polonia, Placemaking Week Europe 2026, il festival internazionale che riunisce ogni anno oltre settecento tra urbanisti, amministratori e animatori di comunità impegnati a rendere gli spazi pubblici più accoglienti, condivisi e capaci di generare legami. Il placemaking è un approccio alla progettazione urbana che non parte dal disegno dell’architetto, ma dall’ascolto di come le persone vivono realmente un luogo.
Oggi, giovedì 24 settembre alle 16:15, nella sessione “Building Belonging: The Unexpected Journey”, la parrocchia di San Giuseppe Artigiano di Carpi porta sul palco del festival il progetto “The church forecourt as a neighbourhood agora”, un percorso di placemaking intergenerazionale condotto sul sagrato della chiesa con la metodologia del Double Diamond. A presentarlo sono l’architetta e urban designer Stefania Campioli, lo UX designer Marco Iori e il parroco don Carlo Bellini. Un’occasione per confrontare l’esperienza carpigiana con quella di comunità di tutta Europa, e per portare in un contesto internazionale la convinzione che anche uno spazio ecclesiale possa diventare un autentico luogo di incontro per il quartiere.
L’interesse per questi aspetti è nato da un convegno AC (campo invernale del Settore Adulti).
