La pace come criterio, la comunità come scelta

Presentazione del bilancio di sostenibilità dell’Azione Cattolica

Nel cuore del nostro territorio dove il volontariato è considerato un’eccellenza a livello nazionale ed internazionale, la presidenza nazionale di Azione Cattolica ha scelto di presentare alla comunità civile ed ecclesiale l’ottavo bilancio di sostenibilità. A Modena, capitale del Volontariato, si sono quindi ritrovate, sabato 16 maggio, le presidenze diocesane di Carpi e Modena per partecipare ad una tavola rotonda che ha visto coinvolti, oltre all’AC nazionale, il mondo politico, sociale, economico ed ecclesiale locale per parlare di sostenibilità sociale ed ambientale.

17,4 milioni di ore sono il tempo donato alla comunità in un mondo sempre più chiuso nell’individualismo e governato da un’economia di mercato orientata alla logica del profitto. Dai vari interventi sono uscite diverse considerazioni sul tema. Sostenibilità significa innanzitutto rendere ciascuna nostra azione “sostenibile” non perché va di moda ma perché è un modo di essere, di vivere, di stare sui territori per restituire al tessuto sociale valore attraverso la cura per le persone, l’ambiente, la comunità. Grazie al volontariato, come ha ricordato Caldana, presidente del CSV Terre Estensi, è possibile connettere il mondo profit e non profit per creare intrecci virtuosi capaci di costruire comunità che possano generare partecipazione.

26.000 sono i soci di Azione Cattolica impegnati sul territorio, segno che la formazione e la dimensione educativa si prendono a cuore il futuro delle comunità con responsabilità, valorizzandone i diritti, senza dimenticarne i doveri. Guardando al contesto attuale, segnato dall’odio e dall’indifferenza, l’Azione Cattolica ha scelto come criterio per redigere il rendiconto economico il suo impegno per la pace. La pace è quindi la lente attraverso la quale leggere il bilancio di sostenibilità, pace che non è un’utopia, ma una scelta, “una via umile, fatta di gesti quotidiani che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione” (Papa Leone XIV).

Il presidente nazionale Notarstefano ha precisato che consegnare il bilancio ai soci, alle comunità, alle istituzioni è il modo più semplice e diretto per dire non tanto chi siamo come associazione, ma per chi siamo chiamati ad essere. Organizzare la vita associativa significa orientarla e sintonizzarla con le città per creare prossimità e solidarietà, generandola dal servizio che si fa. C’è un bisogno urgente di ritrovarsi, di uno stare insieme fatto di gratuità, capace di guardare alla bellezza che viene dai talenti di ciascuno della comunità.
Sostenibilità significa anche, come chiarito dal professore ordinario di Economia Politica Giulio Guarini, rivedere i pilastri dell’economia a partire dall’impatto e dalle ricadute che hanno sul tessuto sociale e civile e riaffermare con forza che occuparsi di comunità è un impegno civile.

Urge creare una terza via all’economia dominante che rimetta al centro la responsabilità economica sociale ed ambientale, che promuova la pace e la democrazia, che restituisca valore alla comunità e alle strutture. Persone, comunità e strutture sono le tre coordinate da cui partire e da tenere insieme, se no c’è il rischio di ricadere nell’individualismo che riduce la persona a homo oeconomicus, a un’astrazione che mira alla massimizzazione del profitto e del proprio benessere personale. Occorre invece ripensare l’uomo nella sua integrità, tenendo unita la dimensione del corpo, della psiche e relazionale. Dare un nuovo senso al lavoro, valorizzare il concetto di comunità che oggi è un soggetto debole, poco rappresentato. Riconoscerne l’importanza e desiderare di avere una visione comunitaria perché i processi di innovazione riguardano più soggetti (istituzioni, imprese, società civile, strutture…).

In sintesi, il bilancio di sostenibilità descrive un’associazione vivace, vitale, creativa, resiliente e radicata nel proprio territorio che vuole generare partecipazione, osservando e attraversando i cambiamenti dando un contributo per orientarli. Un’associazione che si mette in ascolto degli stakeholders per aggiornarsi sui bisogni, sulle tematiche su cui occorre dialogare al fine di creare valore per tutti.

Di Cristina Tosi

Cosa stai cercando?