“Noi tutti interi nella storia tutta intera”

Il ricordo di Paolo a un anno dalla scomparsa

Forse é vero che non parlava tanto, ma con le parole ci trafficava ogni giorno. Le leggeva sui giornali, le scovava scartabellando in polverosi archivi storici, le soppesava durante le lezioni universitarie o nei tanti interventi ai convegni ai quali era invitato. Paolo Trionfini é nato studioso cioé appassionato, applicato, attento a capire per poi elaborare e portare a conoscenza. Ha vissuto fin da bambino il cammino di Azione Cattolica sia in parrocchia a Mirandola come nelle tante proposte, di condivisione e formazione che offriva il centro Diocesano. Tutta la famiglia é vissuta a pane e AC respirando incontri, adunanze, messe, preghiere, esercizi spirituali, lectio divine, teologia e amicizia. Direi soprattutto amicizia. Paolo, apparentemente ostaggio di una significativa timidezza, ha saputo entrare nella vita della Chiesa con una laicità profonda e profondamente capace di ordire trame di amicizia.

Laicità profonda solo superficialmente può sembrare ossimoro, mentre invero é una prima cifra di lettura per capire Paolo. Ha conosciuto piú preti lui di un rettore di seminario, eppure la sua vita non sapeva di incenso turibolare, piuttosto prevaleva nelle pause dalle occupazioni quotidiane la discutibile fragranza di fumo di quelle sigarette alle quali non sapeva rinunciare, ma attraverso le quali riusciva a sviluppare e costruire relazioni o empatie con gli altri fumatori. I campi AC di Palus San Marco ad Auronzo di Cadore erano in condivisione con ospiti provenienti da comunità di disabili o di recupero e, tra una sigaretta e l’ altra, Paolo aveva stretto amicizia con un certo Aldo, soggetto buffo ma non sempre raccomandabile. Si era in parecchi a quei campi alla Villa Gregoriana e piú di una volta é sparito qualche oggetto personale. Ricordiamo che almeno in due occasioni Paolo era riuscito a riavere quegli oggetti… Sguinzagliando discretamente Aldo.

É vero, non parlava tantissimo e telefonargli a volte era dura perché le sue pause potevano generare horror vacui, ma dipendeva poi anche dagli argomenti. Se la buttavi sull’ Inter per esempio scoprivi di aver davanti un’enciclopedia vivente su tonfi e trionfi dell’epopea nerazzurra. Anche con le scarpette da calcio ai piedi se la cavava davvero bene. Se parlavi di politica sapeva leggere, “discernere” e cercare chiavi di lettura spesso utili a capire. Da storico ha scritto libri importanti sulle figure di Don Mazzolari, di Odoardo Focherini, Ermanno Gorrieri e di don Zeno Saltini. Come Professore di Storia Contemporanea all’ università degli studi di Parma da qualche anno introduceva i suoi studenti alla figura e al pensiero di Aldo Moro di cui era rigoroso e appassionato conoscitore. Quando sí usciva a cena tra amici, con lui era bello parlare anche di questo.

É sempre stato attento a tutti e alle vite di tutti qualsiasi fosse la natura, il carattere, l’estrazione sociale o l’appartenenza politica di chi aveva davanti.

Ci sembra che proprio secondo questa ottica abbia vissuto la vita associativa in AC. Poco gli interessava il senso di appartenenza quanto invece era alta la sua propensione ad avere cura delle persone delle comunità parrocchiali e dei sacerdoti che incontrava e dai quali era molto stimato. Ha saputo attraversare varie stagioni di vita ecclesiale assumendosi spesso le maggiori responsabilità. Dai 18 anni é stato Responsabile Giovani per due mandati, poi diventerà Presidente Diocesano per 6 anni, poi Responsabile adulti diocesano, vicepresidente Nazionale e presidente dell’istituto Paolo VI. Non credo abbia mai, neanche minimamente, accettato incarichi per ambizioni personali, ma per continuare a trafficare i suoi talenti mettendoli a disposizione. Nel cammino dell’Azione Cattolica di Carpi come anche negli anni dei suoi mandati di responsabilità nazionale é stato un punto di riferimento, solido, forte, sicuro. Grazie alle sue profonde competenze storiche, teologiche ma soprattutto grazie alla sua capacità di stare con tutti, ha saputo guidare e accompagnare il percorso spirituale di tante persone. Difficile che si tirasse indietro o che non si prendesse carico di responsabilità. Di Aldo Moro amava citare la frase “noi tutti interi nella storia tutta intera”. È proprio cosí che Paolo ha vissuto.

Di Giuseppe Bellodi

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