Un momento atteso dal gruppo degli adult-issimi di AC è stato il Campo presso Falcade (BL). Hanno aderito circa 40 persone con occasioni di preghiera, riflessione e socialità.
Il tema dell’amicizia spirituale è stato sviluppato in diversi modi.
Mons. Douglas ha curato premessa alla parte biblica e parte della Fratelli Tutti. Nell’Antico Testamento troviamo esempi di questa amicizia. La forte fede di Abramo gli permette di diventare amico di Dio. L’idea di amicizia è apparentata con quella di alleanza che suppone anch’essa una relazione non su base di legami parentali o di sangue, ma voluta. E’ scelta. Chiamare Abramo amico di Dio significa ricordare che la storia della salvezza è iniziativa gratuita di Dio, ma che esige la risposta, non solo di obbedienza e di sottomissione, ma anche di connivenza familiare, partecipazione generosa e cooperazione volenterosa (J. Louis Ska, Abramo, amico di Dio).
Due sono le metafore usate per descrivere questo parlare di Dio con Mosè: “faccia a faccia” e “come uno parla a un amico. Solo a Mosè è concesso questo privilegio! Assurge al ruolo di intercessore perché ‘amico’ di Dio. ” … Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d’oro. 32Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato… Altrimenti, cancellami dal tuo libro che hai scritto!” (Es 32, 30-32).
Una delle pagine bibliche più note sull’amicizia è quella riguardante la relazione Davide-Gionata. Gionata salva Davide dalle mire omicide di Saul, suo padre, nei confronti di Davide. Gionata è l’amico fedele che non si ingelosisce del bene dell’altro (1Sm 18, 1). L’amicizia con Gionata gli apre il senso della sua vocazione: diventare re su Israele. Quando è portata a Davide la notizia della morte di Saul e di Gionata in battaglia, Davide intona un canto che obbliga a imparare a memoria a tutti figli di Giuda: il canto dell’arco (2Sm 1, 24-26). Il Salmo 55 e il Siracide hanno riferimenti all’amicizia pregnanti di saggezza (capitoli 6, 19, 27, 22).
Nel Nuovo Testamento il tempo di Gesù è stato il tempo della semina del regno, già presente in Lui, ma non ancora pienamente realizzato. I segni di questa presenza sono per i malati le guarigioni; per gli indemoniati l’esorcismo e la cacciata dei demoni; per i poveri la condivisione dei beni; per i peccatori la commensalità e l’amicizia. Quando Gesù è a tavola con pubblicani e peccatori, quindi loro amico, provoca scandalo (Mt 9, 8-13 e 11, 19). La convivialità dell’ultima cena si rivela il momento più alto dell’amicizia, al massimo dell’intimità la mensa è una forma di interpretazione dell’essere umano, inoltre l’amicizia è come un balsamo per Gesù che si offre. “Vi ho chiamato amici e non servi” (Gv 15, 12-17) Gesù si pone come amico di tutti e chiama cioè sceglie collaboratori e amici (dagli apostoli ai discepoli fino a noi). La scelta o il patto di amicizia è un dono di Dio che va custodito e accresciuto. Con Marta, Maria e Lazzaro, Gesù si rivela nel Vangelo di Giovanni “si commosse profondamente”, “rimase molto turbato” e “scoppiò in pianto”, infatti condivide il dolore per la morte di Lazzaro. L’amicizia può essere tradita come si vede quando Gesù dice: “Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?”(Lc 22,48). Dobbiamo amare persino i nemici (Lc 6,27), anche quando prima erano amici, questa è una grande sfida!
Nella Fratelli Tutti prendendo in esame il capitolo 6 dell’ Enciclica “Fratelli Tutti” (n°198-224). L’amicizia sociale si fonda su un dialogo che avviene su più livelli: personale, famigliare, parrocchiale, tra generazioni. La mancanza del dialogo porta alla logica dell’oppressione. Tenendo presente che in Evangeli Gaudium l’altro è terra sacra, è parte di te e ti appartiene, l’amicizia sociale cerca rapporti sinceri. “La gentilezza è una liberazione dalla crudeltà,…, dall’ ansietà, che non ci lascia pensare agli altri, dall’urgenza distratta che ignora che anche gli altri hanno diritto ad essere felici.” (n°224). Roberto Cigarini e Cristina Buzzega riferendosi alla Fratelli Tutti hanno stimolato la riflessione sull’Enciclica sull’importanza di sognare insieme per un’aspirazione mondiale alla fraternità cercando di conquistare ogni giorno giustizia e solidarietà e sulla necessità di saper rifiutare le proposte di ignorare la storia e di seminare mancanza di speranza, ad esempio: quando viene ridicolizzato chi propone valori umani o spirituali oppure chi difende l’ambiente. Rimane fondamentale il dialogo sociale come cura preventiva contro l’indifferenza egoista e la protesta violenta.
Maria Laura Mantovani, partendo dal Film “Il Pazzo di Dio” su Don Oreste Benzi, ha sottolineato che come l’amicizia c’è se ci si accorda per il bene. Questo lo vediamo in Don Oreste Benzi che ha cercato di liberare, come dovere di giustizia, la società da tre forme di schiavitù: emigrazione, prostituzione e disabilità, cercando di essere in primis amico di chi si trova in queste situazioni. La prostituzione è in relazione alla tratta degli esseri umani, aggravata dall’intensificazione dei flussi migratori. Ci sono diversi modelli nel mondo. Nei paesi dell’Africa e dell’Asia il proibizionismo punisce donna e cliente, la donna è la prima ad essere punita. Nei paesi con la legalizzazione (Sud America, Turchia, Germania, Olanda, Belgio, Svizzera) la prostituzione è esercitabile con tasse, controlli sanitari obbligatori e obbligo di indicare la residenza. Le donne, spesso straniere che finiscono sottomesse a sfruttatori che permettono ogni genere di violenza a tariffe stracciate con conseguente aumento della tratta data dall’aumento della domanda; danni a livello famigliare; problemi a livello educativo che vede crescere una generazione depravata. Nei paesi con modello abolizionista (Italia con la L.75/1958) grazie alla prima senatrice Lina Merlin sono stati introdotti i reati di sfruttamento e la chiusura delle cosiddette case chiuse. Nei paesi con modello nordico o neoabolizionista (Svezia, Francia, Irlanda, Canada) è ritenuto illegale comprare prestazioni sessuali mentre è legale vendere, è tutelata la donna ma si scoraggia la domanda perché è previsto il carcere e la notizia del reato è resa pubblica; ha portato all’aumento della prostituzione nei paesi limitrofi. Nelle piattaforme online la prostituzione è assai presente. In ogni caso non è mai per libera scelta, è sempre indotta o forzata dalla famiglia e dalla povertà; le donne subiscono traumi indicibili e sottoposte a colpe e calunnie non proprie.
Guido Capiluppi e don Carlo Malavasi (quest’ ultimo postulatore della causa di beatificazione, ha comunicato a distanza perché in collegamento streaming da Carpi) sono intervenuti su Albertina Violi Zirondoli (Carpi 1/07/1901 – Roma 18/07/1972) religiosissima. Col suo modo d’insegnare anticipò l’insegnamento pedagogico di Don Milani, vivendo l’insegnamento come missione fino a 70 anni. Nel dopoguerra, oltre a l’impegno dell’insegnamento ai ragazzi, Albertina si impegnò anche nel sociale, soprattutto per l’emancipazione delle giovani donne che passavano da un lavoro agricolo a quello industriale per dare a loro nuove opportunità di occupazione.. La sua, nella società di Carpi di allora, era una presenza “carismatica”, una presenza che orientava la gente indicando una direzione in cui andare, basata su valori cristiani che potevano diventare patrimonio di tutti. Nel 1950 il figlio Alfredo prima medico poi sacerdote, la porta a conoscere il Movimento dei Focolari di Loppiano del quale Albertina sposa la spiritualità che la contrassegna fino alla fine della sua vita. Papa Francesco l’ha dichiarata Venerabile il 23 febbraio 2023.
La buona riuscita del campo è stata data soprattutto dall’impegno degli organizzatori, ma anche da chi ha effettuato gli spostamenti in auto, chi ha curato quotidianamente lodi e messe, chi ha dato attenzione e cura ai bisogni di ciascuno e in particolare chi ha offerto la propria amicizia.
Di Gasparini Elisabetta