La bella cornice di Folgaria ha ospitato dal 26 al 28 agosto il campo estivo adulti dell’AC di Carpi che si è svolto all’insegna di molte novità: la tanto attesa ripresa di questo appuntamento in presenza dopo 3 anni, la nuova e più inclusiva formula weekend per favorire la partecipazione di più persone e il respiro intergenerazionale che ha visto la presenza di adulti più giovani, numerose famiglie con bambini ed anche alcuni adultissimi.
Il titolo del campo, “So-stare nell’incertezza”, scelto dell’equipe diocesana del settore adulti, e ispirato dai temi trattati durante la festa associativa dello scorso giugno, nasce dall’esigenza di riflettere più in profondità come vivere questi tempi incerti di pandemia, guerra e difficoltà economiche intrecciandoli con il nostro rapporto con Dio e gli altri, cercando di comprendere il senso del cammino insieme e del destino comune che ci unisce.
La prima parte del campo è stata dedicata al raccontarsi su questo tema, senza cercare risposte ma sostando sulle domande: ad aiutarci, oltre all’apprezzato cineforum sul film “Minari”, la metodologia dei World Cafè grazie alla quale ci siamo confrontati su cosa significa vivere l’incertezza riguardo alle nostre responsabilità, alle relazioni e alla comunità, e alla speranza verso il futuro.
I coordinatori dei vari tavoli del World Cafè hanno poi restituito in assemblea gli spunti emersi, che sono stati intrecciati dal nostro assistente Don Carlo Bellini nel percorso biblico sul profeta Elia (affrontato anche al campo adultissimi che si è tenuto a fine luglio). Il primo incontro dal titolo “Il profeta nell’incertezza”, sui capitoli 17 e 18 del Primo Libro dei Re, ha descritto il lungo e difficile cammino del profeta Elia verso la vittoria sui falsi profeti di Baal: nonostante tentazioni e sofferenze, Elia non perde speranza verso il futuro perché ha fiducia in Dio. Nella seconda meditazione dal titolo “I doni dell’incertezza”, sul capitolo 19 del Primo Libro dei Re, ritroviamo un Elia nuovamente perseguitato che si scopre però fragile e senza forze per andare avanti: nasce in quel momento un nuovo cammino che lo porta ad approfondire il suo rapporto con Dio.
“Il volto di Dio è diventato per lui più nitido durante il cammino. Fino a raggiungere il suo culmine in quell’esperienza straordinaria, quando Dio si manifesta a Elia sul monte (cfr 1 Re 19,9-13). Si manifesta non nella tempesta impetuosa, non nel terremoto o nel fuoco divorante, ma nel «mormorio di un vento leggero» (v. 12). O meglio, una traduzione che riflette bene quell’esperienza: in un filo di silenzio sonoro. Così si manifesta Dio a Elia. È con questo segno umile che Dio comunica con Elia, che in quel momento è un profeta fuggiasco che ha smarrito la pace. Dio viene incontro a un uomo stanco, un uomo che pensava di aver fallito su tutti i fronti, e con quella brezza gentile, con quel filo di silenzio sonoro fa tornare nel suo cuore la calma e la pace” (Papa Francesco: “Elia, un uomo dalla fede cristallina” Udienza generale del 7-10-2020).
I doni dell’incertezza fanno si che Elia approfondisca la sua relazione con Dio: il Dio potente della straordinaria vittoria sui profeti di Baal, sul monte Oreb si fa “voce di un silenzio impalpabile” e diventa ancora più forte e generativo, tanto da affidare ad Elia il futuro del suo popolo con una ultima missione grazie alla quale riparte la storia di Israele.
Il campo adulti oltre agli incontri formativi ha dato spazio alla convivialità grazie alla gita nei dintorni di passo Coe (dove è stata celebrata una bellissima Santa Messa all’aperto), la divertentissima serata di giochi tutti insieme e i tanti momenti in amicizia condivisi tra un’attività e l’altra.
Ringraziamo il Signore per il dono di questi giorni vissuti insieme, perché si è fatto vicino con la sua Parola e ci ha fatto riscoprire dopo tanto tempo il gusto dei legami e delle relazioni. Ne avevamo veramente bisogno per vivere questi tempi con un rinnovato sguardo di speranza verso il futuro.
Marco Iori e Benedetta Lodi


