Uno sguardo contempl-attivo

Lectio divina "Fissi su di Lui" (Lc 4,14-21)

L’ultimo appuntamento di inizio anno associativo per l’Aziona Cattolica di Carpi è stato quello svoltosi a Modena, domenica 10 ottobre 2021 dalle 15.00 alle 18.30, presso la chiesa di Gesù Redentore: una lectio divina sull’icona biblica dell’anno associativo “Fissi su di Lui” (Lc 4,14-21), che ha visto riunirsi circa una sessantina di associati.
La scelta del luogo non è stata casuale, ma porta con sé la consapevolezza di questa nuova dimensione ecclesiale che vede le due diocesi collaborare e vivere insieme alcuni momenti formativi importanti, infatti per la prima volta l’incontro ha visto riunirsi l’AC di Modena e Nonantola e l’AC di Carpi per provare a costruire insieme una parte del cammino associativo in uno spirito sinodale.

Diversi sono stati gli spunti di riflessione emersi dalla lectio divina sul brano del Vangelo di Luca tenuta da don Carlo Bellini, assistente generale di AC di Carpi, che hanno poi contribuito ad animare il confronto nei vari lavori di gruppo del pomeriggio.

“Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo” (Lc 4,14): Gesù inizia la sua missione dopo l’esperienza delle tentazioni nel deserto, un momento di prova e discernimento in cui Egli sceglie la linea da dare al suo Ministero, un luogo da cui esce purificato e da cui torna con una nuova identità.
Anche noi abbiamo bisogno di ritagliarci momenti di “deserto”, intesi come spazi di silenzio e preghiera, ma anche momenti in cui guardarci dentro in profondità per scoprire i luoghi più angosciosi, paurosi ed egoisti dentro di noi e scegliere di prenderne le distanze, come ha fatto Gesù; chiediamoci se anche noi sentiamo la necessità di fare deserto per fare ordine e purificare la nostra vita.

Lo Spirito Santo è uno dei protagonisti di questo brano di Vangelo: lo Spirito Santo ci guida e ci precede, viene prima di noi e ci apre le strade; fermiamoci a pensare per un attimo a quale consapevolezza e fiducia abbiamo nell’azione dello Spirito Santo nella nostra vita.

Gesù sceglie di raccontarsi attraverso un brano del profeta Isaia che parla di salvezza come liberazione, intesa come energia etica e trascendente possibile per tutti gli uomini. In questo modo Gesù si distacca dalla predicazione di Giovanni Il Battista e concentra il suo messaggio sul “lieto annuncio”, che racconta di una vita vera, bella e autentica possibile per tutti, e sui gesti di guarigione, che testimoniano l’avverarsi della profezia di Isaia.

Quello del profeta Isaia è un annuncio di gioia, come tonalità di fondo della vita cristiana, con lo sguardo puntato sempre sui poveri, i bisognosi, gli oppressi. Si può dire che la cartina di tornasole del cristiano è la gioia e l’attenzione ai poveri.

Interessante, inoltre, la sottolineatura sugli sguardi rivolti verso Gesù: “Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di Lui” (Lc 14,20), sguardi che ci parlano di una capacità contemplativa, di un orientamento di fondo, che si vive nell’ascolto, nel silenzio, nel rispetto verso il mistero. Oggi come non mai, nella vita affrettata di tutti i giorni, c’è sempre più bisogno di coltivare questa capacità contemplativa.

Alla fine di questa lectio, poi, don Carlo ha proposto all’associazione di mantenere vive sempre questi tre tipi di conversione:

  • la conversione della mente, luogo di discernimento: non abbandonate mai la passione e la capacità di leggere la realtà;
  • la conversione del cuore, luogo delle decisioni e delle emozioni: date sempre valore alle emozioni come la gioia, l’entusiasmo, ma anche all’indignazione;
  • la conversione della vita, luogo quotidiano di azione: lasciate sempre segni di liberazione!

Buon cammino a tutti

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