«Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù:
“Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?”.
Ed egli rispose: “Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa.
Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto;
anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto.
Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro”.
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista».
PER COMPRENDERE MEGLIO IL TESTO
I tre apostoli sono ancora completamente presi dall’avvenimento di cui erano stati spettatori: Mosè ed Elia accanto a Gesù trasfigurato.
I discepoli, infatti chiedono: “Prima deve venire Elia?”. Gesù risponde: “non la persona fisica, ma lo Spirito di Elia è già venuto ed ha agito nella persona di Giovanni Battista. Basta riconoscerlo!”.
Con la trasfigurazione ci poniamo su quello che verrà. Saremo nell’Amore. Per questo, qui ed ora, mi metto in gioco. Come il Bambino che nasce anche noi siamo in uscita: in missione, non solo con la nostra capacità umana, ma con la sua grazia.
PER VIVERE IN PIENEZZA L’AVVENTO
Il “già e non ancora”: ascoltiamo con il cuore senza ripiegarci su noi stessi. Il Signore è fedele non abbandona nessuno.
Basta anche solo una parola, un piccolo gesto per riconoscere il Bambino che viene in mezzo a noi.
Torniamo a Dio, invertiamo la strada nella tenerezza del suo Amore.
PER AFFRONTARE QUESTO NOSTRO TEMPO INCERTO
Offriamo gesti di Amore. Sto con il Signore, mi poso in Lui “per cambiare il mondo”, lo ascolto con fede nella pandemia.
Dio è caparbio, Dio conosce le nostre fragilità, perché io possa trovare pace gioia e salvezza.
Qui ed ora accolgo, sapendo il dolore dell’altro.
Accolgo e mi accolgo: nei limiti e nelle fragilità. Mi aiuta il fratello, mi aiuta la Comunità.
A cura di don Carlo Gasperi e il gruppo del Vangelo di Sant’Agata