9 dicembre: pillole d’Avvento

Venite a me... vi darò ristoro (Mt 11,28-30)

«In quel tempo, Gesù disse:
“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”».

Questo brano, composto da 3 versetti, è riportato solo nel Vangelo di Matteo.
È un intreccio di inviti e promesse fatto a coloro che sono “stanchi e oppressi“. Non sappiamo a causa di cosa fossero appesantiti coloro a cui Gesù si stava rivolgendo. Forse era a causa dell’intricato sistema di precetti impartiti dall’insegnamento di scribi e farisei.

Noi oggi potremmo identificarne la causa nel coronavirus o, forse meglio, nella fatica che facciamo a continuare ad annunciare il Vangelo in questo periodo di pandemia. Forse il carico di cose che facciamo in questo periodo non è per noi leggero, anzi ci schiaccia, rendendo l’invito di Gesù a seguirlo più una condanna, che una promessa. Ecco che, allora, queste parole di Gesù possono dire qualcosa proprio a noi.

L’”alleggerimento” che Gesù propone infatti non è uno sconto alla legge, non dice “scribi e farisei vi hanno detto questo, ma ora voi non fatelo”. È piuttosto una proposta di sequela: “venite a me”, “Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me”. Non è la proposta di chi ti dice “vai” e poi ti lascia solo, ma quella di un cammino fatto insieme a cui si aggiunge la promessa che già ora “troverete ristoro per la vostra vita”, perché insieme a Lui “Il giogo è dolce e il peso leggero”.
Quindi forse l’invito in questo periodo non è quello di alleggerire il carico facendosi degli sconti, quanto piuttosto quello di tornare all’essenziale che è il camminare insieme a Lui, certi che il Signore non ci lascerà soli, nemmeno in questa tappa faticosa del nostro cammino.

A cura di Dino Maiolani

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