«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande”».
Con questo brano si conclude il Discorso della Montagna di Matteo. Matteo scrive per una comunità carismatica, ricca di fede ed entusiasmo: adora il Signore, nel suo nome fa profezie, miracoli ed esorcismi. Ma questo non basta: la comunità di Matteo, piena di doni, anche straordinari, rischia di trascurare il quotidiano “fare la volontà del Padre”.
Entrambi gli uomini del racconto ascoltano la parola del Signore, ma non è sufficiente; per entrare nel Regno dei cieli è necessario mettere in pratica questa parola, ovvero fare la volontà del Padre. La questione infatti non è fare poche o tante cose buone, ma fare la volontà del Padre.
Chiamare Dio “Signore” risulta vano se egli non è realmente il Signore della mia vita, il fondamento del mio agire. Su quali fondamenta sto costruendo la mia vita, le mie relazioni, il mio agire quotidiano?
Dalla lettura di questo brano sembra che non ci siano mezze misure: o uno costruisce su Dio che è roccia, oppure sulla sabbia del proprio io, dei propri progetti e delle proprie risorse, non c’è un terreno intermedio. Entrambi i costruttori devono superare imprevisti come pioggia e tempesta; le prove sono parte integrante della vita, nessuno ne è esente, ed esse portano alla luce ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto, le fondamenta.
Costruire sulla roccia permette di vivere la prova rimanendo ancorati a Dio, mentre costruire sulla sabbia porta ad essere schiacciato dal peso di ciò che hai faticosamente costruito.
In questo tempo di crisi sanitaria, economica e sociale quale fondamento sta facendo emergere nella nostra vita? Qual è la responsabilità di un cristiano in un periodo come questo? È ancora possibile essere testimoni di speranza? Quale speranza?
A cura del Settore Adulti di AC