L’amore che si fonda sulla carità

Intervento alla due giorni formativa del prof. Giannino Piana sull’Amoris Laetitia

Come si legge nell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia sull’amore nella famiglia di papa Francesco, tre sono i principali pericoli che mettono a rischio la costruzione e l’amore della famiglia oggi: l’individualismo esasperato ovvero la spinta verso una visione della vita caratterizzata dall’auto-centramento, che rende difficili i rapporti interpersonali (cf. n. 33); il narcisismo inteso come autoreferenzialità e incapacità di confrontarsi con i propri limiti, per esempio sul tema della morte e di «guardare al di là di se stessi, dei propri desideri e necessità» (cf. n. 39); e la cultura del consumismo «del provvisorio» che porta nelle relazioni inter-umane il rischio dell’usa e getta.
Attenzione, però, non bisogna avere una visione apocalittica del mondo a causa di questi pericoli, ma occorre tener presente questa visione frastagliata di famiglia: «A partire dalle riflessioni sinodali non rimane uno stereotipo della famiglia ideale, bensì un interpellante mosaico formato da tante realtà diverse, piene di gioie, drammi e sogni. Le realtà che ci preoccupano sono sfide. Non cadiamo nella trappola di esaurirci in lamenti autodifensivi, invece di suscitare una creatività missionaria. In tutte le situazioni “la Chiesa avverte la necessità di dire una parola di verità e di speranza. (…) I grandi valori del matrimonio e della famiglia cristiana corrispondono alla ricerca che attraversa l’esistenza umana”. Se costatiamo molte difficoltà, esse sono un invito a “liberare in noi le energie della speranza traducendole in sogni profetici, azioni trasformatrici e immaginazione della carità”» (n. 57).
Non esiste di per sé, in senso assoluto, un modello di famiglia cristiana, bensì un modello di matrimonio cristiano. La famiglia è presentata come una realtà nuova in Cristo, che vive la relazione interpersonale “nel Signore” come dice san Paolo.
La famiglia che nasce da un matrimonio è caratterizzata dalla vocazione, intesa come nella teologia protestante “la chiamata dei due”.
«L’amore vissuto nelle famiglie è una forza permanente per la vita della Chiesa. “Il fine unitivo del matrimonio è un costante richiamo al crescere e all’approfondirsi di questo amore. Nella loro unione di amore gli sposi sperimentano la bellezza della paternità e della maternità; condividono i progetti e le fatiche, i desideri e le preoccupazioni; imparano la cura reciproca e il perdono vicendevole. In questo amore celebrano i loro momenti felici e si sostengono nei passaggi difficili della loro storia di vita (…). La bellezza del dono reciproco e gratuito, la gioia per la vita che nasce e la cura amorevole di tutti i membri, dai piccoli agli anziani, sono alcuni dei frutti che rendono unica e insostituibile la risposta alla vocazione della famiglia”, tanto per la Chiesa quanto per l’intera società (n. 88).
L’amore vissuto nella famiglie si fonda sulla carità, il comandamento dei comandamenti. Infatti, nel capitolo quarto “L’amore nel matrimonio” papa Francesco cita l’“Inno alla carità” di San Paolo per sottolineare quali sono le caratteristiche del «vero amore», sotto forma di atteggiamenti: “pazienza”, “benevolenza”, “guarendo l’invidia”, “senza vantarsi o gonfiarsi”, “amabilità”, “distacco generoso”, “senza violenza interiore”, “perdono”, “rallegrarsi con gli altri”, “tutto scusa”, “ha fiducia”, “spera”, “tutto sopporta”.
Un altro aspetto importante per il papa è il mondo delle emozioni che caratterizzano i rapporti familiari e coniugali (nn. 143-144): l’amore umano è fatto di desideri ed emozioni che vanno potenziati e coltivati, non cancellati. È per questo che il documento si sofferma sulla dimensione erotica dell’amore e del piacere, con un’attenzione particolare alla fisicità e afferma che l’unione sessuale è una via per la crescita della grazia (cf. n. 74).
Inoltre, non si parla solo di fecondità procreativa, ma come apertura della coppia agli altri, del superamento del tendenziale narcisismo a due, che porta a forme d’impegno e servizio sociale come l’adozione, l’affidamento, l’impegno nei confronti della società (cf. n. 181).
L’amalgamante di questo documento è la proposta etica che ne emerge: è l’etica del possibile o del male minore, non del bene assoluto. Nell’ottavo capitolo si nota nel riferimento a tre verbi: accompagnare, discernere e integrare la fragilità umana. L’azione pastorale deve accompagnare queste situazioni, sempre in modo graduale.
Tutto il documento rivela quella mediazione fra radicalità del messaggio evangelico e misericordia a partire dalla consapevolezza dei propri limiti, che connota sempre le parole e i gesti di papa Francesco.

 

di Lucia Truzzi
Parrocchia di Gargallo

Cosa stai cercando?