Ma dove sono i Giovani Adulti? E soprattutto: “cosa fanno i Giovani Adulti?” si chiedono in tanti… Beh… da Giovane Adulto vorrei, se posso, spezzare una lancia a nostro favore… Fra gli appuntamenti importanti di formazione di rilevante importanza sono stati: il campo invernale,
il campo estivo a Fiumalbo e gli incontri del tempo di Pasqua, meglio noti come “Gesù è il Signore”.
Vorrei soffermarmi in particolare su quest’ultimo percorso che, come sapete, ogni anno ci aiuta ad approfondire e pregare la Resurrezione di Gesù. Quest’anno è stato pensato per essere suddiviso in tre momenti, con l’obiettivo di approfondire alcune tematiche, che avremmo trattato durante la visita “arteologica” svolta nel famoso “Campo dei Miracoli” di Pisa, con l’aiuto del teologo don Severino Dianich e lo zoologo e studioso di Teilhard de Chardin Ludovico Galleni. Abbiamo strutturato gli incontri alla luce della successiva visita alla Piazza dei Miracoli di Pisa e dei tre monumenti principali: il Battistero, il Duomo e il Cimitero monumentale.
Per prepararci alla visita del Battistero abbiamo cercato di fare memoria del nostro battesimo, il quale ci immerge nella vita di Cristo, che si fonda sul mistero pasquale della sua Resurrezione, dice il papa nell’udienza generale dell’8 gennaio 2014: «Noi, con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli».
Per la visita del Duomo, che al suo interno presenta diversi particolari che richiamano l’architettura e la cultura arabe, ci siamo soffermati sulla questione del dialogo con le altre religioni e in particolare con l’Islam. Il dialogo non si regge in piedi se prima di tutto non ci accostiamo alle persone che professano un’altra fede come dei fratelli e delle sorelle. Il papa visitando la comunità musulmana alla moschea di Koudoukou a Bangui in Repubblica Centrafricana (30 novembre 2015) afferma: «Tra cristiani e musulmani siamo fratelli. Dobbiamo dunque considerarci come tali, comportarci come tali».
Tale questione è stata oggetto di discussione anche al campo estivo appena concluso, essa è l’unica strada per il dialogo e per l’accoglienza (anche alla luce delle numerose persone che chiedono asilo nei nostri territori europei). La nostra cultura ci ha portato nel tempo a considerare il nostro prossimo come “l’altro”, un estraneo troppo diverso da noi. È invece necessario cambiare questa visione per fare spazio alla fraternità, che non ci rende più estranei l’uno all’altro, ma corresponsabili e legati.
L’ultimo monumento visitato durante la nostra gita di GèilS è stato il maestoso Cimitero monumentale (ahimè la torre di Pisa ce la siamo tenuta buona per un’altra uscita). Grazie ad esso ci siamo preparati riflettendo sul tema della Resurrezione generatrice di una nuova umanità a partire dalla centralità di Cristo, il quale ci mostra i tratti del volto autentico dell’uomo. Proprio la certezza della vita eterna in Gesù morto e risorto ci dona quella speranza capace di mettere in secondo piano le fatiche della vita e del peccato per offrirci la gioia piena della vita trinitaria.
Concludendo con queste parole auguriamo a tutti un buon percorso associativo per l’anno a venire!!!
di Diego Budri
Parrocchia di Mortizzuolo