Gli scorsi 5, 6 e 7 dicembre l’Azione Cattolica Italiana ha organizzato a Riccione il Convegno Nazionale per Educatori e Animatori dal titolo “Verso l’alto – per una scelta educativa fedele al Vangelo e alla vita” (motto di San Pier Giorgio Frassati, che fu associato), al quale ha partecipato anche una delegazione della nostra diocesi.
Appena arrivati, dopo esserci registrati, il convegno si è aperto con i saluti istituzionali e un saluto del Santo Padre. Successivamente, ci sono state le riflessioni dei vicepresidenti nazionali del Settore Adulti (Paola Fratini e Paolo Seghedoni), dei vicepresidenti del Settore Giovani (Lorenzo Zardi e Emanuela Gitto) e le responsabili dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (Annamaria Bongio e Claudia D’Angelo). Nella conversazione iniziale sono sorte molte domande interessanti che erano legate alla condizione e all’importanza della democrazia odierna, di come l’AC può essere capace di cogliere i “segni dei tempi” e di quanto sia fondamentale la partecipazione nella nostra società: senza di essa non c’è associazione, non c’è politica sana e non c’è democrazia e non possono nascere la discussione proficua e lo spirito critico. L’attenzione del nostro servizio dev’essere legata all’importanza sia di chi educhiamo ma anche di coloro con cui educhiamo, con questi ultimi specialmente va ricercata l’unitarietà che non vuol dire far tutti le stesse cose, ma tenere conto delle necessità reciproche. La prima giornata si è conclusa, infine, con un momento di preghiera unitario.
Nella seconda giornata, ciascuno ha partecipato alla plenaria del proprio settore. La plenaria dell’ACR è cominciata con una Celebrazione eucaristica vissuta in comunione con i circa 600 educatori presenti. Successivamente, dopo le presentazioni, è iniziata l’assemblea dal titolo “Prima persona plurale” con gli interventi di Elena Marta (professoressa di psicologia sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore) e di Cristiano Passoni (Assistente unitario dell’AC di Milano). Ambedue hanno trattato di educazione, passando dal brano dell’incontro tra la volpe e il Piccolo Principe, alla vocazione di Samuele dal Primo Libro di Samuele. Hanno sottolineato a più riprese che educare significa in primo luogo instaurare una relazione, non amicale, ma mutuale, dove ciascuno può imparare dall’altro.
L’assemblea del settore Giovani ha avuto luogo presso il parco “Oltremare” di Riccione: dopo un iniziale momento di presentazione da parte dei vicepresidenti del Settore Giovani e dell’assistente nazionale Don Michele Martinelli, c’è stata la celebrazione della messa, poi la parola è passata a Cecilia Cremonesi (Responsabile del servizio della pastorale giovanile della diocesi di Trento ed ex presidente nazionale femminile della FUCI) e a Paola Bignardi (pedagogista ed ex presidente nazionale di Azione Cattolica). Ci siamo chiesti insieme a Cecilia Cremonesi se e come i nostri ragazzi credano in Dio e come vivono e sperimentano la Fede, accorgendoci che spesso i Giovanissimi (GG) rispondono a questa questione con un “forse”, “lasciando la porta aperta”, e Cecilia Cremonesi ha posto l’accento sull’importanza dell’ascolto, ricercato e preziosissimo, per i ragazzi nell’età dei giovanissimi (15-18 anni). Paola Bignardi ha trattato il tema della ricerca dei giovani, affermando che essi non hanno perso la Fede ma la vivono in luoghi differenti da quelli canonici ed essere chiesa in uscita vuol dire dunque essere davvero capaci di comprendere dove e come ritrovare questa fede. Paola Bignardi ha inoltre affermato che si è sviluppato un nuovo senso di interiorità, diverso dal passato, e ad oggi essere spirituali non significa essere religiosi, c’è una spiritualità già insita nell’uomo. L’AC dev’essere quindi capace di parlare i linguaggi di oggi e non pretendere che siano i ragazzi che la raggiungano, ma l’inverso. L’assemblea del Settore Giovani si è quindi conclusa con la lettura di testimonianze di diversi animatori e Giovani sui luoghi-simbolo per la loro vita spirituale e relazionale: la panchina dietro alla loro casa, la montagna, il mare e molti altri.
L’assemblea del settore Adulti é stata assai variegata, come la vita adulta in associazione, che è, per sua natura, una costruzione di futuro, se pensiamo che l’età dei presenti comprendeva dai 31 ai 78/80 anni. Una forbice ampia, quella del settore, che apre a cambiamenti e in cui siamo chiamati a tenere sempre in tensione e unite, coscienza personale e contesto esterno: la storia è la cornice dentro cui camminare in un continuo rilancio missionario. Si é parlato di una formazione che tocca linguaggi, relazioni, compagni di strada molteplici e differenti, di cui il gruppo è sempre strumento di crescita e confronto e non l’obiettivo, per accompagnare la vita concreta degli adulti e delle adulte. Siamo stati incoraggiati ed invitati ad abbracciare sempre tutti e tutte nella completezza della vita adulta, accogliere senza frammentare e sempre pronti al cambiamento. Tanti sono i quesiti aperti per rinnovarci nell’annuncio, fare discernimento nella diocesi e nelle singole parrocchie. Cosa abbiamo da dire come Azione Cattolica? La nostra voce è capace di raggiungere tutti e tutte nel territorio in cui viviamo? Riusciamo a trasmettere la nostra fede adulta? Il gruppo adulti ci è di sostegno e aiuto in questo cammino e con quale stile sperimentare? Cosa il contesto esterno vede in noi, a livello diocesano, parrocchiale e cittadino? Sappiamo fare della nostra vita un annuncio, in uno stile missionario? Come mettere al centro dei nostri cammini la vita spirituale? Una nota simpatica: il risveglio muscolare con un “trenino” e la presenza di numerose cover a libro degli smartphone, ci hanno identificati, senza alcun dubbio, come adulti a pieno titolo!
Una volta ritornati dalle assemblee plenarie agli hotel, abbiamo pranzato insieme, e nel pomeriggio ci siamo recati ai 12 mini-convegni tenuti in diversi luoghi di Riccione, ognuno dei quali trattava una tematica differente legata alla vita associativa, con relatori sia laici che ecclesiastici. Ogni mini convegno aveva un titolo che descriveva l’aspetto e la scelta associativa che si sarebbe trattata:
- Coinvolgente: Tommaso Vitale e Nicola De Santis hanno parlato di come e perché promuovere la vita associativa.
- Spirituale: Paola Bignardi e Suor Elena Massimi si sono interrogate su quali siano le piaghe della liturgia oggi chiedendosi “perché i giovani non vengono a Messa?”.
- Mobile: Ludovica Mangiapanelli e Salvatore Scibetta hanno parlato di come vivere la mobilità all’interno della Chiesa.
- Generativa: Donatella Pagliacci e Fratel Gabriele Faraghini hanno parlato di come aiutare a discernere una vocazione personale.
- Incarnata: Roberto Massaro e Alessandra Augelli si sono chiesti come maturare la responsabilità del dono di sé (abbiamo un corpo o siamo un corpo?).
- Inclusiva: Veronica Donatello e Luigi Russo hanno parlato di come favorire la partecipazione delle persone con disabilità e con bisogni speciali.
- Che cura: Lorena Fornasir, Gian Andrea Franchi e Silvia Landra si sono chiesti come contrastare la cultura dello scarto.
- Democratica: Gianluca Galimberti e Daniela Palladinetti hanno spiegato come diventare cittadini responsabili.
- Critica: Elisa Anzaldo e Agnese Palmucci si sono chieste come coltivare una coscienza critica a partire dal Vangelo.
- Ecclesiale: Pina De Simone e Mons. Erio Castellucci hanno parlato del ruolo dei laici all’interno della Chiesa.
- Fedele: Pierpaolo Triani e Maria Rosaria Imperatore si sono chiesti come accompagnare le persone nei passaggi della vita.
- Creativa: Maria Vittoria Lanzara e Andrea Peruffo si sono chiesti come progettare in modo nuovo la prospettiva associativa.
Alla fine delle relazioni e dopo i lavori di gruppo, abbiamo pregato i vespri e ci siamo recati nuovamente in hotel per la cena.
Dopo cena, ci siamo ritrovati tutti insieme per una serata con l’intrattenimento di Antonio Mezzancella che, tra gli altri, ha imitato Francesco Renga, Nek, Tiziano Ferro e ha infiammato il pubblico vestendo i panni di Checco Zalone in “Angela”, seguito da una band che ha acceso gli animatori e gli educatori riuniti nel palazzetto, che si sono messi a ballare tutti insieme, e tra trenini e rimbalzi con i palloncini anche la seconda serata è giunta al termine. I giovani di Carpi hanno poi fatto una passeggiata per la città raggiungendo il mare e facendo compieta insieme prima di tornare a dormire.
La mattinata dell’ultimo giorno é stata segnata dall’assemblea plenaria, con l’intervento, tra gli altri, del presidente Notarstefano. Nel complesso l’esperienza é stata stancante ma formativa, ognuno é tornato con qualcosa in più nel proprio bagaglio formativo e, oltre ad importanti riflessioni, sono stati anche portati a casa dei bellissimi ed ingombranti souvenir per arredare il nostro Centro Diocesano.
Di Francesco Guarino, Benedetta Lodi e Marco Giubertoni