Un impegno concreto

Mese della pace 2018

In occasione della Giornata Mondiale della Pace, il 1° gennaio, il papa rivolge a tutta la Chiesa un messaggio che esorta ciascuno di noi a proclamare con la voce e con la vita l’inutilità della guerra.
Anche quest’anno l’AC nazionale e diocesana ha quindi accolto questo messaggio – dal titolo “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” – per farne tesoro.
Così come l’icona biblica (Mc 12,38-44), ora anche il messaggio del papa ci invita a mantenere il nostro sguardo attento e il nostro cuore aperto al mondo, luogo in cui siamo chiamati a riconoscere la Sua presenza e testimoniarla, anche nelle situazioni di povertà e dolore.
“Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo” (Gaudium et Spes, 1). Insomma, il papa non perde occasione per invitarci a prenderci cura dei poveri e dei sofferenti e si preoccupa anche di dargli un volto, di modo che non possiamo trovare più scuse: i migranti e i rifugiati.

Invito che è rivolto a tutti, a partire dai bambini e dai ragazzi dell’ACR, ai quali ogni anno è proposto un impegno concreto di solidarietà. Il progetto 2018 ci ha portato in Iraq, a Erbil, per impegnarci a sostenere 200 bambini e ragazzi con disabilità fisiche e/o mentali, provenienti da gruppi etnici e situazioni diverse (kurdi iracheni, siriani e arabi iracheni). Si tratta di un progetto di Terre des Hommes, federazione internazionale impegnata nella difesa dei diritti dei bambini e nella promozione di uno sviluppo equo, senza discriminazioni etniche, religiose, politiche, culturali o di genere.

E come facciamo a concretizzare questo gesto di solidarietà? Attraverso un particolarissimo gadget: una cornice portafoto magnetica. La scelta di questo oggetto non è casuale, infatti è in linea con il tema che accompagna i ragazzi dell’ACR, la fotografia. Al grido di “Pronti a Scattare”, i bambini e i ragazzi dell’ACR stanno imparando a fotografare la realtà che li circonda, allargando il loro sguardo in modo da immortalare, come con un grandangolo, tutto quello che c’è intorno a loro, per poi zoomare sui dettagli. Ed è proprio in questo modo che l’iniziativa “Scatti di Pace”, lanciata da tutta l’AC, ci invita a cogliere l’occasione per allenare il nostro occhio a farsi attento ai bisogni del mondo.

Ma immortalare la realtà non è sufficiente. Come fare allora? Ancora una volta la fotografia ci viene in aiuto, permettendoci di osservare, scatto dopo scatto, i gesti di solidarietà che Gesù ha compiuto. Adesso sta a noi decidere di metterci alla Sua sequela, intervenendo in quelle polaroid che evidenziano situazioni di conflitto, in quei contesti dove siamo chiamati a farci portatori di pace.

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