Mettere in comune la vita

Una tavola rotonda per confrontarsi con le associazioni del territorio

Mettere in comune la vita – Il coraggio e la fatica di fare comunità insieme agli ultimi” è il titolo della tavola rotonda organizzata dal Settore Adulti dell’Azione Cattolica diocesana in programma lunedì 7 settembre alle 21.00, presso il Bistrot 53 di Villa Chierici in via Bollitora interna 134 a Carpi, alla quale parteciperanno alcune associazioni del territorio: “Il Nazareno”, “Venite alla Festa”, “Migrantes”, “Il Porto”, “Caritas” e Alberto Bellelli in veste di delegato ai Servizi Sociali e sanitari dell’Unione delle Terre d’Argine.

Questo evento s’inserisce all’interno di un laboratorio estivo, che l’Azione Cattolica ha iniziato lo scorso giugno 2020 con una lectio divina sul tema Costruire la comunità a partire dagli ultimi, scandito da alcuni momenti di approfondimento sociologico, teologico e di apertura al territorio.
Le rinunce a esperienze associative importanti come i campi estivi e la festa finale di giugno hanno portato a vivere questo periodo con occhi nuovi. L’idea di questo grande laboratorio è nata dal discernimento del Consiglio Diocesano di AC ed è finalizzata a non lasciare indietro nessuno, a riattivare le relazioni e gli incontri in piccoli gruppi, nelle parrocchie e fuori da esse e a cercare il più possibile di rispondere ai bisogni esistenziali delle persone, alla richiesta di sicurezza, alle domande di fede, alle incertezze per il domani, ai segni dei tempi.
In questo percorso è emerso come i poveri siano la scelta preferenziale del Padre e come la comunità cristiana riceva in dono gli ultimi, che diventano una responsabilità per tutti. Il verbo costruire è impegnativo perché richiama lo sporcarsi le mani, richiede fatica e costanza, un impegno continuo nel tempo.
Nel costruire la comunità a partire dagli ultimi siamo chiamati a cambiare prospettiva e sguardo sulla realtà, a vivere la carità come amicizia lontano dalle logiche di assistenzialismo e ad avere attenzione verso tutti i tipi di povertà che ci circondano: materiale, spirituale e morale.
Le prime comunità cristiane descritte negli Atti degli Apostoli sono esempio di come l’unità derivi dallo Spirito Santo. Una comunità deve essere capace di attenzione per i fratelli sia al proprio interno sia all’esterno mettendo in comune una vita fatta di ascolto, di disponibilità all’aiuto concreto, nel sostegno dell’altro, rimettendo al centro gli ultimi.
Costruire la comunità è diverso dall’agire per integrare chi è fragile. La comunità esiste solo quando noi ci sentiamo dentro una rete vitale di prossimità, di vicinanze, di attenzioni.

Essere attenti alla vita delle persone dentro alla storia per essere capaci di costruire legami generativi è lo stile dell’Azione Cattolica ed è con questa attenzione che l’associazione ha organizzato la tavola rotonda di lunedì 7 settembre: un modo per confrontarsi e dialogare con le realtà del territorio che cercano di vivere e costruire esperienze di comunità che hanno al centro gli ultimi, i poveri, i più fragili.

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