LO STILE DELL’EDUCATORE

Laboratorio neoeducatori alla due giorni

Alla due giorni di formazione, mentre gli educatori “anziani” si concentravano sugli atteggiamenti sbagliati e negativi che si rischia di assumere compiendo questo servizio (vedi http://www.accarpi.it/malattie-degli-educatori/), i neoeducatori riflettevano su quali siano le caratteristiche fondamentali dell’essere educatore.

Di seguito elenchiamo le sei caratteristiche che un educatore deve sviluppare secondo il Progetto formativo dell’Azione Cattolica, nella convinzione che possa essere utile per tutti tenerle a mente.

1. È TESTIMONE → è innanzitutto un testimone della fede che comunica, della Chiesa di cui è parte, dell’associazione cui aderisce. Per questo è impegnato ad avere cura della propria fede, a crescere insieme alle persone che gli sono affidate. Egli vive con intensità il cammino della sua comunità ecclesiale e ha fatto dell’Azione Cattolica una scelta motivata e decisa;

2. HA COMPIUTO SCELTE DI VITA E DI FEDE → ha compiuto un personale cammino di fede e ha operato scelte importanti: di vita, di studio, di professione. La sua credibilità passa attraverso un’esperienza che personalmente vive con convinzione e con consapevolezza;

3. È ESPRESSIONE DELL’ASSOCIAZIONE → è parte viva di una comunità e di una associazione, che esprime attraverso di lui la propria responsabilità educativa. Non si è educatori in proprio né in forma solitaria, bensì sentendosi espressione e parte di un’esperienza comunitaria più grande che aiuta e sostiene e davanti alla quale di è responsabili. È necessario che l’assunzione di responsabilità educative scaturisca da una scelta del Consiglio parrocchiale di AC e che tutta l’associazione esprime così la propria progettualità educativa, stando vicino a chi opera direttamente;

4. SA ASCOLTARE LO SPIRITO → sta in ascolto dello Spirito, perché crede che sia Lui il regista dell’azione educativa. Di essa l’educatore è testimone; per la sua efficacia, crea le condizioni adatte;

5. È CAPACE DI RELAZIONE → è capace di relazioni discrete e propositive: discrete, perché non si sostituisce allo Spirito e alla responsabilità di chi deve compiere le proprie scelte di maturità; propositive, perché la libertà delle persone è suscitata anche dal fascino di stili di vita belli e attraenti e al tempo stesso indicati come possibili dalla testimonianza di chi ha già compiuto una parte del cammino;

6. HA SCELTO IL SERVIZIO EDUCATIVO → ha scelto il servizio educativo non come un impegno fra i tanti, ma come un’esperienza che coinvolge in maniera forte la sua vita, come risposta ad una chiamata al servizio della crescita dei propri fratelli. Educare è un’esperienza affascinante e grande: oggi più che mai sono necessarie persone che scelgono di dedicare un periodo prolungato della loro vita all’educazione delle nuove generazioni o degli adulti, con una scelta specifica, per la quale mettere a disposizione tempo ed energie, anche per acquisire competenze sempre più qualificate.

Cosa stai cercando?