La fraternità, perché?

Letture per l'estate - Recensione a cura di don Carlo Bellini

L’editrice AVE ha pubblicato un prezioso libretto che si intitola “La fraternità, perché?“. L’autore, il francese Edgar Morin, ormai centenario, è uno dei maestri del pensiero del nostro tempo: filosofo, sociologo, agnostico dal punto di vista religioso, è uno dei principali sostenitori e autori del pensiero della complessità. In questo testo, in parte autobiografico, sostiene il valore della fraternità come via da scegliere e incoraggiare per guardare al futuro dell’umanità. Questa opinione potrebbe essere non molto originale e forse anche un po’ ingenua, se non fosse per il modo di argomentare di questo grande vecchio della cultura francese, che ha conosciuto personalmente i più importanti movimenti del pensiero contemporaneo.

Per capire il valore del testo dobbiamo prima sapere qualcosa del cosiddetto pensiero complesso di cui Morin è un maestro. Negli ultimi 30-40 anni si è cominciato a parlare di teoria della complessità, che tuttavia non è una vera teoria e nemmeno una disciplina scientifica compiuta.
Si tratta più di un vasto movimento di pensiero che partendo da dati scientifici cerca di cogliere novità metodologiche, superando il riduzionismo e lavorando sulla interdisciplinarietà.
Citiamo rapidamente i passaggi fondamentali di questa linea di pensiero. Prima di tutto la scoperta dei sistemi caotici, già identificati nella meccanica classica dell’ottocento da Henri Poincaré e ampiamente studiati nel Novecento fino a diventare noti anche al grande pubblico: basti citare l’attrattore di Lorenz (matematico e meteorologo che per primo parlò dell’effetto farfalla) e l’insieme di Mandelbrot. Nacque così la teoria del Caos e si cominciò a parlare di una cosa strana come il “caos ordinato”.
La teoria dei sistemi permise di identificare sistemi non-lineari (in cui causa e effetto non sono proporzionali) e sistemi non-deterministici (il cui comportamento non è in generale prevedibile): si noti che il non-determinismo, come la non-linearità, sono perfettamente naturali e per nulla rari. Riempiono la nostra vita e sono ad esempio la fluidodinamica (ali d’aereo, auto di Formula 1, flussi negli oleodotti, ecc.), le fibre ottiche, la trasmissione del calore, la meccanica celeste, la meteorologia, la biologia (la genetica della Drosophila, il modello preda-predatore di Lotka-Volterra, il modello Michaelis-Menten sulla cinetica degli enzimi).
Altri passaggi fondamentali sono stati la scoperta che i sistemi complessi hanno proprietà che non sono banalmente riconducibili alle loro parti (contro il riduzionismo) e che i sistemi termodinamici lontani dall’equilibrio (studiati dal Premio Nobel per la chimica Ilya Prigogine) sviluppano forme spontanee di auto-organizzazione (con applicazioni in meteorologia, elettronica, biologia, chimica). L’enorme sviluppo della potenza di calcolo degli ultimi decenni ha inoltre permesso di implementare modelli e dinamiche una volta impensabili. Naturalmente concetti come ecosistema e tutte le tematiche ambientali trovano in questo sapere strumenti idonei alle loro riflessioni.

Edgar Morin si forma seguendo questi percorsi e arriva a scrivere opere fondamentali come Il Metodo (in 6 volumi realizzati tra il 1977 e il 2004). A partire da questa ampia base teorica l’autore, riflettendo sui sistemi complessi, giunge a riconosce che la fraternità, o solidarietà è per così dire “fondata” nel mondo biologico.
Lo studio della natura mostra tanti casi in cui sopravvive il più forte a scapito del più debole e la teoria dell’evoluzione ha spesso teorizzato la sopravvivenza del più adatto e del più forte. Tuttavia è evidente che ci sono in natura altre strategie in cui il più adatto è in realtà il più solidale.
Questo è vero per gli animali che vivono in colonie, come le api e le formiche, ma in realtà gli esempi sono tantissimi (pesci, fiori e insetti e altri). Per cui si deve dire che c’è un doppio principio evolutivo: il più forte e il più solidale (questa via della solidarietà era già stata indicata in un testo del 1902, Il mutuo appoggio: un fattore dell’evoluzione, in cui il censurato e dimenticato autore Petr Kropotkin sostiene che le specie più adatte non sono le più aggressive ma le più solidali ).
Con un procedimento tipico dei pensatori della complessità, che si permettono un elevato grado di interdisciplinarietà, Moren ricorda che il filosofo Eraclito sosteneva che concordia e discordia sono madre e padre di tutte le cose e ritrova questa duplice dinamica anche nella cosmologia e fisica contemporanea che è un teatro dove si scontrano forze che costruiscono, ordinano e tengono insieme assieme a forze che disgregano e distruggono. Da questo scontro continuo emergono però ecosistemi equilibrati che permettono ad esempio agli uomini di sopravvivere. Il ragionamento si muove allora rapidamente verso dimensioni sociologiche trattando del senso della patria, dei nazionalismi e delle migrazioni, riflettendo sul fatto che la solidarietà può creare fraternità aperte o chiuse. Naturalmente entrano in gioco anche le questioni ambientali per le quali risulta vitale un pensiero e una pratica fraterna e solidale. Si tratta davvero di un buon esempio di come un approccio complesso e aperto al mondo della vita e della storia possa integrare vari aspetti della realtà.

Morin aggiunge anche un’interessante parte autobiografica in cui racconta della fraternità che ha vissuto nella sua vita e di come lo ha costruito e fatto diventare l’uomo che è. Introduce un termine molto bello parlando di oasi di fraternità in cui gli uomini possono sperimentare vite vivibili e vede in queste oasi di fraternità la via da percorrere per cercare di cambiare un mondo che, spinto da un esasperato individualismo, sta rischiando di autodistruggersi. Lavorare per il futuro implica salvaguardare e sviluppare oasi di fraternità e nutrire un umanesimo rigenerato che non tema di riconoscere l’inseparabilità dell’unità e della diversità umana.
Tra le fraternità frequentate da Morin ci sono anche vari tentativi di vita comune nella California degli anni Sessanta a proposito dei quali fa una interessante osservazione:
«Quasi tutte le comunità che si sono formate in California negli anni Sessanta sono deperite e scomparse, fatta eccezione per quelle cementate da una fede religiosa. I malintesi, le contestazioni, le discussioni, le critiche, i rimproveri dapprima hanno stimolato la comunità, e poi sono degenerati in conflitti. Così come tutto ciò che non si rigenera degenera, la fraternità che non si rigenera senza posa degenera. E il partito della fraternità è il partito in rigenerazione permanente di Eros contro Thanatos» (pag. 54).

La fraternità viene proposta e difesa in maniera originale in questo testo che non è un trattato, ma una serie di riflessioni di un moderno genere sapienziale, che quindi può permettersi di trarre auspici etici da dati di fatto naturali.
Per chi volesse approfondire il pensiero complesso si può leggere un altro piccolo libretto scritto da uno dei maestri del pensiero complesso in Italia, Mauro Ceruti che ha lavorato anche con Edgar Morin. Il testo Evoluzione senza fondamenti. Soglie di un’età nuova, edito nel 1995 è stato riedito nel 2019 da Meltemi editore.

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