L’AC: una casa aperta a tutti

Intervento alla XVII Assemblea elettiva di Carlotta Benedetti

Democraticità, disponibilità e discernimento sono le tre parole essenziali che caratterizzano l’Azione Cattolica. È così che è iniziato l’intervento di Carlotta Benedetti, segretaria nazionale dell’AC nazionale che ha presenziato la XVII Assemblea elettiva diocesana, svoltasi a Cibeno domenica 16 febbraio.

Democraticità non è soltanto espressione del voto, significa che ciascuno è chiamato ad accompagnare l’associazione in questo cammino. Disponibilità, poi, vuol dire che nel rendersi disponibili al servizio dell’AC non si è soli, ma consapevoli di essere accompagnati dall’associazione nazionale fino a quella diocesana, dalle comunità parrocchiali, da chi ci ha preceduto, dagli associati tutti, così che la responsabilità si faccia meno pesante perché condivisa. Nella parola discernimento ci sta sia quello personale sia quello comunitario: il consiglio diocesano e quello parrocchiale devono tornare a essere sempre di più luoghi di confronto, di ascolto, ma soprattutto di discernimento comunitario.

A volte, quando l’appartenenza all’associazione è faticosa, siamo tentati a porci la domanda sbagliata: PERCHÉ lo facciamo? In realtà, la domanda che dovremmo sempre farci è: per CHI lo facciamo? Non stanchiamoci mai di chiederci se le attività sono sostenibili per le persone per cui sono costruite e se sono verificate. Siamo chiamati a intercettare la vita delle persone nei luoghi che abitiamo e l’icona biblica dell’anno associativo ci ricorda bene con quale stile: “Lo avete fatto a me“. La nostra esperienza di Azione Cattolica dev’essere ancora di più missionaria: l’AC dev’essere una casa aperta a tutti, una sala da pranzo accogliente per tutti quelli che passano, non accomodiamoci.

L’augurio per il prossimo triennio è che l’AC possa essere casa per tutti: con il contributo di ognuno con le proprie forze e per ogni età perché la strada associativa è una strada lastricata di missionarietà e fraternità. Abbiamo a disposizione tanti strumenti associativi, ma anche la fantasia e la forza dello Spirito Santo per una conversione che ci spinga fino ai confini della diocesi, fino all’ultimo fratello con la consapevolezza che l’AC ha reso molto più bella la nostra vita.

 

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