Laboratorio teologico Realino

Un luogo dove (ri)cominciare a pensare insieme sui contenuti della fede

Una nuova proposta diocesana è quella del “Laboratorio Teologico Realino“. Un luogo dove (ri)cominciare a pensare insieme, dove riflettere sui contenuti della nostra fede in questo complesso versante della storia che stiamo attraversando; un luogo in cui “lavorare” con gli altri, in uno stile di fraternità e di discernimento, per capire come innescare dinamismi di speranza sul nostro territorio e rispondere all’appello di San Paolo, fatto proprio da mons. Erio Castellucci nel messaggio pastorale alla nostra Diocesi, a “stare lieti”, anche in questi tempi burrascosi.

Questo e altro vorrebbe essere il Laboratorio Teologico Realino per l’evangelizzazione, l’inculturazione e il dialogo interreligioso, un’iniziativa che prenderà avvio il 17 ottobre 2020 (consultate il programma) e che, sia pur in continuità ideale con la Scuola di Formazione Teologica che ha arricchito il cammino di tanti laici negli scorsi anni, si caratterizza per una significativa evoluzione nei confronti di quell’esperienza sotto vari punti di vista.

Innanzitutto la stessa denominazione – “Laboratorio” – indica la volontà di coniugare il contenuto teologico veicolato dal docente con una dimensione più prettamente operativa, in cui i partecipanti ai vari seminari saranno chiamati ad interagire e riflettere insieme su quanto proposto, nell’intento di esplorare nuovi percorsi di approfondimento della fede cristiana. La caratterizzazione del Laboratorio per l’evangelizzazione, l’inculturazione e il dialogo interreligioso ne vuole mettere in risalto l’aspetto missionario, che non può non passare attraverso un fecondo intreccio con i nodi nevralgici dell’attuale contesto sociale, caratterizzato da un lato da una drammatica frattura tra la fede e il “mainstream” e dall’altro dalle complesse problematiche poste dalla presenza accanto a noi di tanti uomini e donne di altre religioni.

In tutto ciò, il laico di Azione Cattolica non può abdicare al ruolo che gli “impone” l’appartenenza all’associazione, che non smette mai di interpellare i suoi associati sull’importanza di proporre e intraprendere cammini formativi adeguati alla complessità dei tempi e di mettersi a servizio della Chiesa locale in uno spirito di missionarietà. Sarebbe, quindi, utile che le proposte elaborate dai vari Settori di AC quest’anno potessero integrarsi con la partecipazione (caldeggiata in primis da chi ricopre ai vari livelli incarichi di responsabilità) ad uno o più moduli previsti dalla proposta del Laboratorio Teologico, così da favorire un “comune sentire” di cui anche il nostro tessuto ecclesiale sembra avere tanta necessità.

In tempi di pandemia, del resto, la voglia di ripartire e di riflettere insieme sui contenuti della nostra fede rappresenta, probabilmente, la migliore risposta a quei “lockdown psicologici”, che rischiano altrimenti di lasciarci inchiodati alle nostre paure, chiusi nei nostri ristretti orizzonti ed incapaci di intessere relazioni di autentica fraternità; almeno contro questo virus, il vaccino è già stato trovato.
Vi aspettiamo numerosi.

Marco Catellani e Patrizia Torrebruno

Cosa stai cercando?