Fraternità sociali fra sconosciuti

Pensieri ai tempi del coronavirus

In questi giorni, per dare un senso ad alcuni sentimenti che mi sono accorta di iniziare a vivere, ho provato a cercare “voci autorevoli” che potessero aiutare ad indirizzare i miei pensieri. Ho trovato molto utili due interviste del mese scorso (“Alla ricerca di un senso a questi giorni” e “Passare dal conflitto alla danza della cura“) del professor Ivo Lizzola, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere qualche anno fa a una “due giorni” di formazione associativa. Il suo punto di vista è quello di un docente di Pedagogia che sta vivendo l’isolamento nel bergamasco, zona al centro dell’epidemia di Covid-19.
Mi ha colpito in particolare questo passaggio in uno dei due articoli:

«Abbiamo bisogno di abitare rappresentazioni buone. A Bergamo in un solo giorno 350 giovani hanno risposto all’appello ad “adottare” anziani del quartiere per tenere i contatti con loro, aiutarli con la spesa, i farmaci. Con un’alleanza intergenerazionale commovente: adesso la vitalità è dei giovani e la fragilità è degli over 65, ma questa alleanza è preziosissima e potrebbe aiutare le paure ad evolvere verso la veglia e non verso il rancore o la costruzione di capri espiatori. Bisogna che ci si possa dire che ‘se io non posso stare vicino ai miei genitori anziani, là nel loro condominio, c’è però una giovane coppia che li “adotta”, proprio come sto provando a fare io qui nel mio quartiere con un’altra coppia di anziani’. Ecco, queste fraternità sociali fra sconosciuti o queste parentele di adozione vanno raccontate».

Mi sembra un’immagine commovente che riesce a dare un senso allo smarrimento che provo quando penso di non poter andare a trovare i miei nipoti, i miei genitori, i miei amici.
Dalle telefonate fatte in questi giorni mi è sembrato di cogliere che questo smarrimento non sia solo mio, lo condivido con tanti ed è da qui che è nata l’idea di questo articolo: uno spazio nel quale dare risalto alle tante possibilità di “adozione” di qualcuno, consapevoli che qualcun altro allo stesso modo si sta prendendo cura dei nostri cari.

Ecco alcune “buone pratiche” di fraternità sociale fra sconosciuti e di “adozione”

A Carpi si raccolgono fondi e si cercano volontari per la distribuzione di generi per la solidarietà alimentare grazie all’associazione di volontariato PORTA APERTA e alla cooperativa sociale EORTÈ, due realtà del Terzo Settore da anni attive sul territorio carpigiano.

A Mirandola il Comune coordina le attività di volontariato, che necessitano di persone, quali:

  • la consegna a domicilio di generi alimentari ed altri beni di prima necessità;
  • l’attività degli empori solidali, limitatamente alla fornitura dei generi alimentari e non, escludendo però modalità di distribuzione che comportino assembramento di persone e privilegiando quelle che evitano il contatto fisico;
  • i cosiddetti servizi ausiliari (sportello di ascolto, orientamento, consulenza, ecc.) ma solo in modalità “a distanza”, ad esempio attraverso contatti telefonici;
  • interventi di bassa soglia rivolti a categorie vulnerabili quali persone senza fissa dimora (distribuzione pasti e beni di prima necessità, mense, supporto nelle strutture di accoglienza, ecc.);
  • l’accompagnamento sociale esclusivamente per situazioni non differibili;
  • le attività non differibili legate alla gestione degli animali da compagnia in famiglia e presso le strutture di accoglienza: canili e gattili;
  • il contatto e monitoraggio telefonico delle persone vulnerabili e a rischio di isolamento.

La Croce Rossa Italiana recluta “volontari temporanei” sul sito dedicato Volontariato Temporaneo CRI.

Sul sito dell’AC nazionale si raccolgono tutte le belle esperienze dell’associazione in una pagina dedicata. Una fra tante è l’Iniziativa dell’AC della diocesi di Forlì-Bertinoro.
Il Settore Giovani di AC della diocesi di Forlì-Bertinoro, insieme al Comune di Forlì, l’Agesci, la Caritas diocesana, la Pastorale Giovanile e CL, in uno spirito di grande collaborazione e coordinamento, da oltre un mese, per far fronte alle necessità cui l’emergenza sanitaria in corso costringe l’intera popolazione, ha dato vita a una serie di iniziative di solidarietà. Attraverso la Spesa a domicilio, vengono serviti oltre 500 cittadini ogni giorno; con l’iniziativa Pasto gratis a casa, due ristoranti di Forlì offrono quotidianamente 10, e ogni domenica 50 pasti ad anziani scelti dal Comune. Inoltre, con la Caritas diocesana, vengono preparati e consegnati regolarmente pacchi alimentari. Tutto ciò viene realizzato grazie al contributo di 150 volontari, anche se si raccolgono molte altre disponibilità quasi ogni giorno.

(articolo di Carlotta Coccapani, presidente AC della diocesi di Carpi)

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