Vie di riconciliazione

Festa Azione Cattolica

Lo sguardo evangelico sulla realtà individua nodi problematici e vere zone d’ombra dove la missione di essere “sale e luce” assume i toni dell’urgenza. Così, tra esplosioni di violenza e percorsi faticosi di perdono, tra una giustizia punitiva e un’intesa in senso riparativo, in una situazione carceraria allarmante a livello italiano e il desiderio di prendersi cura del futuro di “vittime e carnefici”, la costruzione di una società più fraterna e umana passa necessariamente per la creazione di vie di riconciliazione.

In continuità con le feste sulla fraternità, sulla misericordia, sulla corruzione e sulla necessità del dialogo, il tema della prossima festa ci aiuterà a riflettere su possibili percorsi di perdono e riconciliazione a vari livelli, sociale e personale.

Il primo ospite ad intervenire, lunedì 4 giugno alle 21, sarà Agnese Moro, che ha vissuto in prima persona le dinamiche della violenza che ferisce e uccide, con l’intervento “Dalle ferite alla riconciliazione”. Sono trascorsi 40 anni dall’assassinio di Aldo Moro da parte delle BR (il 9 maggio 1978 venne ritrovato il corpo). Le prime pagine dei quotidiani ancora oggi dedicate alla lotta armata e alle stragi, le centinaia di libri pubblicati, i film, le inchieste dimostrano non tanto un persistente desiderio di sapere – comunque diffuso, anche a causa di verità giudiziarie spesso insoddisfacenti –, ma anche e soprattutto un bisogno insopprimibile di capire, di fare i conti con quel periodo: “Gli anni di piombo”, fra i più bui della nostra storia recente. È proprio muovendo dalla constatazione che né i processi né i dibattiti mediatici all’insegna della spettacolarizzazione del conflitto sono riusciti a sanare la ferita, che un gruppo numeroso di vittime, familiari di vittime e responsabili della lotta armata ha iniziato a incontrarsi, a scadenze regolari e con assiduità sempre maggiore, per cercare una via altra alla ricomposizione di quella frattura che non smette di dolere; una via che, ispirandosi all’esempio del Sud Africa post-apartheid, fa propria la lezione della giustizia riparativa, nella certezza che il fare giustizia non possa e non debba risolversi solamente nell’applicazione di una pena.

Al centro della festa, venerdì 8 giugno alle 21, si colloca la meditazione biblica “Offerta di perdono e necessità di giustizia: una tensione sana” di mons. Ermenegildo Manicardi, che ci aiuterà a fare memoria delle ragioni del perdono nella vita di Gesù e delle implicazioni che nascono per la vita cristiana da questo dato diffuso della rivelazione biblica.

Il ciclo di conferenze sarà chiuso dal teologo don Carmelo Torcivia con un intervento su “Il perdono: la via del bene tra giustizia e amore”.

 

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