Una nuova economia per uno sviluppo sostenibile

Campo invernale Adulti

Il Campo Invernale Adulti, che si è svolto tra il 5 il e il 7 gennaio nei locali della Parrocchia di Sant’Agata, si è posto in continuità con le ultime battute del Campo Estivo quando la riflessione sulla tenerezza, nel nostro contesto urbano contemporaneo, ha intrecciato le pagine della Laudato si’ di papa Francesco e le prospettive di ricerca che si occupano di ecologia urbana, Blue Economy e rigenerazione del tessuto cittadino e sociale.

Luigi Fusco Girard, docente di Economia ed Estimo ambientale ed Economia urbana presso l’Università Federico II di Napoli, e Martina Bosone, ricercatrice presso la medesima università, hanno accompagnato i lavori del campo.
La Dott.ssa Bosone ha insistito sull’azione di rigenerazione urbana e sull’ampliamento del concetto di beni comuni non solo ai beni naturali – quali l’acqua, l’aria, il terreno –, ma anche i beni culturali. In particolare ha raccontato di alcune esperienze sul campo di rigenerazione partecipativa da parte dei cittadini di strutture urbane – come l’ex asilo Filangeri di Napoli – per farle diventare beni per tutti.

Il Prof. Fusco Girard ha provato a delineare un modello di economia più adeguato al contesto contemporaneo, che lui definisce “circolare”, e che ingloba in sé anche l’economia civile. In questo modello la rete di aziende, ad esempio, che si crea in un determinato territorio costruisce un processo produttivo in cui gli scarti di una sono le materie prime dell’altra. Si è poi soffermato ulteriormente sul tema della rigenerazione delle città, portando anche numerosi esempi, che sono un segno di un fermento che è presente nel mondo e della volontà di sperimentare e creativamente generare cose nuove. Un dato comune ai modelli di economia circolare e delle sperimentazioni di rigenerazione urbana è che il “segreto del loro successo” sta in un elemento extra-economico: la fiducia fra le persone del rispetto delle regole, e dunque una rigenerazione anche delle relazioni umane. Questo ingrediente, che dev’essere per forza di tipo “culturale”, permetterebbe di passare da un modello di economia “competitiva”, che cerca risultati immediati, ad uno di tipo “cooperativo”, che invece ha tempi più lunghi. Cooperare conviene, ha detto Fusco Girard nel finale del suo intervento, ed è questo il messaggio culturale che occorre veicolare.

Il campo quindi si è chiuso con una sottolineatura che era emersa anche nel dibattito del cineforum su “Cuori puri”, che ha dato il via al campo: occorre avere una concezione sistemica della realtà, perché il nostro mondo è un mondo di interdipendenze per le quali un’interpretazione riduttiva delle relazioni rischia di non essere adeguata e accurata.

di Ilaria Vellani ed Ezio Rebecchi

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