Costruire la comunità a partire dagli ultimi

Un’estate vissuta da fratelli che non si stancano di remare, tutti insieme

“Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti” (papa Francesco, 27 marzo 2020).

“Vogliamo abbracciare questa fase tanto incerta del tempo presente, non con la presunzione di voler governare le contrarietà, ma nella speranza che Dio può volgere tutto al bene e che nessuno dei nostri sforzi sarà vano se ci lasceremo guidare dall’amore per i fratelli”.
È con queste parole che la Presidenza Nazionale di AC ha aperto il documento inviato a tutte le Diocesi d’Italia per sostenerne il discernimento, mentre viviamo l’inizio della Fase 2 e guardiamo con incertezza al periodo estivo che si sta aprendo.
In questo bellissimo documento, frutto del lavoro di tante donne e uomini, soci come ognuno di noi, che non vogliono perdere l’opportunità di vivere un’estate “fino in cima”, la Presidenza condivide riflessioni e interrogativi che ci spronano ad essere creativi e originali.

L’invito che ci viene fatto è quello di interrogarci sul tempo presente per immaginare percorsi – in particolare riguardo l’estate -, che sappiano rispondere ai bisogni esistenziali delle persone, alla richiesta di sicurezza, alle domande di fede, alle incertezze per il domani, ai segni dei tempi, senza “tradire” le logiche che da sempre hanno caratterizzato la nostra associazione: “Lo scatto in avanti che ci è richiesto è quello di considerare il periodo di emergenza non come quello delle rinunce, ma come il tempo in cui poter dare di più […]. Abbiamo l’opportunità di riscoprire il senso e le ragioni profonde che hanno mosso le attività estive negli anni. […] Anche se con forme nuove, dovrà essere comunque un’estate associativa ricca di esperienze significative per persone, gruppi e famiglie”.

Siamo chiamati a vivere tutte queste attenzioni senza dimenticare nessuno, con la speranza che tutti possano sentirsi coinvolti nelle riflessioni che facciamo e nei percorsi che siamo in grado di pensare: dai piccolissimi agli adultissimi, dagli associati a chi non ci conosce, dalla parrocchia alla diocesi, dalla Chiesa alla città… da sempre la nostra attenzione è quella di vivere la chiesa come Popolo, l’associazione come casa accogliente di fratelli.

Il Consiglio diocesano, facendo discernimento, ha deciso di vivere questo periodo estivo con occhi nuovi, come un grande laboratorio, che tiene insieme la Festa finale e l’estate, che si concluderà – nella migliore delle ipotesi – a settembre con un momento unitario.

Non vogliamo perdere la possibilità di incontrarci e di sperimentare ancora una volta che “l’amore non può essere digitale”, ma si vive nella relazione fatta di sguardi, chiacchiere, gesti, presenza. È grande il dispiacere che porta la consapevolezza che quest’anno non avremo i campi estivi come li abbiamo sempre avuti e che non celebreremo la messa giornaliera tutti insieme. Ma ancora più grande è la gioia di immaginare un’estate nella quale – seppur dovendo scendere a compromessi su alcune cose – vogliamo ritrovarci e ripartire, mettendo al centro l’essenziale della nostra vita: la relazione con Dio e con i nostri fratelli.

In questo laboratorio estivo, che ci vedrà coinvolti con un discernimento profondo da giugno a settembre, il tema sarà “Costruire la comunità partendo dagli ultimi”; un tema che il Consiglio Diocesano del triennio precedente (2017/2020) aveva scelto per la Festa finale di Azione Cattolica. In continuità con la storia della nostra associazione ci è sembrato importante mantenere questa riflessione che riteniamo profetica per il momento attuale e capace di coinvolgere tante dimensioni della nostra vita: la fede, come immaginiamo il futuro, il nostro rapporto con il prossimo fino al modo in cui la società pensa agli ultimi.

Le modalità tecniche e organizzative per portare avanti l’estate dovranno essere condivise e scelte nelle equipe di ogni settore, perché solo nel confronto sapremo trovare quella creatività che lascia spazio a tutti senza dimenticare nessuno.

 

Per iniziare questo periodo abbiamo sentito l’esigenza di ritrovarci come associazione intorno alla Parola di Dio, per questo motivo giovedì 18 giugno 2020 partiremo con una Lectio Divina guidata da don Carlo Bellini e don Vito Piccinonna, rettore della Basilica dei Santi Medici di Bitonto e direttore della Caritas Diocesana di Bari-Bitonto, affinché sia la Parola a darci il “la” sul tema.

Un caro saluto
Il Consiglio Diocesano

 

 

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