Un nuovo sogno di fraternità e amicizia sociale

Approfondimento per il cammino COA degli adulti

Il sussidio COA del 2019/2020 intitolato “Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio” aveva il centro nel Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi da papa Francesco e il Grande Imam Ahmad al-Tayyib. Un documento che contiene un forte invito a riscoprirsi fratelli per promuovere insieme la giustizia e la pace, garantendo i diritti umani e la libertà religiosa.

Papa Francesco firma l’Enciclica ‘Fratelli tutti’ nella Basilica di San Francesco, ad Assisi – ©Ansa

Da Abu Dhabi ad Assisi, dove il 3 ottobre del 2020 il Papa firma sulla tomba di san Francesco l’enciclica “Fratelli Tutti”, un invito a realizzare il desiderio mondiale di fratellanza per “un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole” nel vivere “l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita”.

L’equipe del settore adulti ha deciso di dare continuità al tema scelto per il sussidio COA nell’anno 2019/2020 attraverso un approfondimento dell’enciclica “Fratelli Tutti” in modo da permettere ai gruppi di concludere e completare il cammino rallentato dalla pandemia.

Si è così delineato un percorso in 3 tappe che non vuole esaurire la ricchezza dell’ultima enciclica ma arricchire ed integrare alcune tematiche affrontate nel sussidio COA “Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio”. Si tratta di 3 schede corpose che non necessariamente corrispondono a 3 incontri: come sempre ogni gruppo COA è libero di utilizzare al meglio il materiale fornito.

1 – UNO STRANIERO SULLA STRADA

Al centro c’è la parola di Dio. Aiutati e guidati dalla parabola del buon samaritano dal Vangelo di Luca, inserita da papa Francesco nell’enciclica Fratelli Tutti al capitolo secondo, scopriamo fin da subito che la fraternità va oltre i legami e all’appartenenza richiamandoci all’universalità: il prossimo, il fratello del Vangelo non è il vicino. Guidati nella Lectio Divina siamo chiamati anche noi a dare una risposta alla domanda “e chi è il mio prossimo” per fermarci e aprire il cuore alla compassione, nella cura delle fragilità dell’altro, e giungere alla richiesta di Gesù “va’ e anche tu fa’ così”.

2 – IL SAMARITANO SOGNA UN MONDO DIVERSO

C’è il desiderio di condividere un sogno alla radice dell’enciclica Fratelli tutti: «un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole» (FT 6). Il Samaritano dà vita al sogno di una umanità più vera. Con il sogno diamo concretezza alla fratellanza condivisa, alla fraternità. Il sogno ci rende partecipi della gioia e della felicità dell’altro. Non si tratta certo dell’evasione che fa perdere il contatto con la realtà della vita quotidiana, ma della visione capace di orientare, di indicare la direzione di marcia, di spingere al cambiamento.

3 – DIALOGO, AMICIZIA SOCIALE E IL MIRACOLO DELLA GENTILEZZA IN UNA SOCIETÀ SENZA FRONTIERE

In un mondo senza frontiere possiamo vivere bene solo se comprendiamo che la vera fratellanza è ineludibile. Il dialogo torna quindi a essere il metodo principe per vivere in armonia con gli altri nella casa comune e per trovare una sintesi alle grandissime contraddizioni dei nostri tempi. Questo metodo radicale trova spazio solamente se sostenuto dalla fraternità e dall’amicizia sociale. Ad alimentare questa amicizia sociale, inoltre, Francesco chiama in causa la gentilezza – caduta ormai nell’oblio – non come “un particolare secondario né un atteggiamento superficiale e borghese”, bensì come uno strumento capace di liberarci dalla crudeltà e aprire strade “là dove l’esasperazione distrugge tutti i ponti”.

Cosa stai cercando?