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Incontro diocesano GG GèilS

Il 12 Maggio noi giovanissimi, biennio e triennio, abbiamo partecipato all’incontro diocesano di GèlS (Gesù è il Signore). Quest’anno quattro testimoni ci hanno accompagnato con le loro esperienze nell’affrontare il tema della Resurrezione, vissuta nella loro vita come gesto di affidarsi al Signore Risorto. I testimoni erano suor Angela Bertelli, Roberta della Sala e Zaccaria, Marcello Aventagiato e Ilaria Vellani.

Suor Angela

La missionaria Suor Angela Bertelli si è fatta testimonianza attiva della vicinanza di Cristo spiegandoci come nei momenti di dubbio Dio ci si faccia più vicino e nelle situazioni più buie ci renda strumenti d’amore. Con parole semplici, decise e senza alcun dubbio, Suor Angela ci ha fatto capire che possiamo osservare Dio nella chiesa, ascoltarlo nel Vangelo, incontrarlo nell’eucarestia e riconoscerlo nei poveri. Di Suor Angela ci ha colpito, mentre riportava racconti della sua vita da missionaria in Thailandia alla casa degli Angeli, la sua fermezza, il suo coraggio, la sua sicurezza nel sapere che non è e non sarà mai sola, ma soprattutto la bellezza di come riesce a vedere Dio nelle situazioni più buie e difficoltose.

Guendalina Riccò, Margherita Battaglia

Roberta e Zaccaria

Le parole di Roberta, un’operatrice della Caritas, e di Zaccaria, uno studente che ha bussato alle porte di questa associazione, hanno rivoluzionato la nostra idea di aiuto ai poveri. Quello che gli operatori intraprendono con queste persone è un vero e proprio cammino, alla cui base non stanno i finanziamenti economici, ma il reciproco affidarsi all’altro. Questo gesto di fiducia apre al dialogo, importantissimo nel farsi vicini ai poveri, un dialogo che, anziché evidenziare le differenze, esalta le cose che si hanno in comune così come le qualità di ognuno e desta in tutti i cuori la dignità di essere uomini, tutti unici e preziosi.

Miriam Treglia

Marcello

Uno dei testimoni venutoci a parlare all’incontro GèilS è stato Marcello Aventagiato.

Marcello in seguito a un’infanzia difficile venne influenzato da gente di strada e diventa un piccolo criminale,  passando l’adolescenza tra furti, spaccio e violenza. Per questo passa dodici anni della sua vita in carcere, dove tre persone gli cambiano la vita: la psicologa del carcere, la moglie di Borsellino attraverso un discorso al funerale del marito e Gesù attraverso la Bibbia, che gli fanno capire di credere in lui. Grazie a queste persone riuscirà a uscire dal carcere, pur portando i segni del passato, con una forza nuova, quella della Resurrezione di Gesù. Anche Marcello infatti è come risorto dalla sbarre di morte della prigione ed ora testimonia l’esperienza della sua vita, facendoci comprendere la gioia che ha provato e la speranza che ha lui in noi, che insieme siamo in grado di sconfiggere le organizzazioni criminali in cui lui è stato coinvolto proprio grazie all’amore di Gesù Risorto, che è l’unica luce che può rischiarare coloro che stanno nelle tenebre.

Matteo Malvezzi

Ilaria

Una dei testimoni era Ilaria, carpigiana della parrocchia di Gargallo, che ci ha raccontato della sua esperienza di Chiesa in uscita e in cammino con tutti, poiché è stata per 6 anni vicepresidente nazionale in AC.

Ilaria ha iniziato la sua esperienza di responsabilità nazionale in AC quando era ancora un’universitaria e già in questo periodo viaggiava molto per l’Italia e soggiornava 4 giorni a settimana a Roma. Ciò che ci ha colpito maggiormente è stata la sua gratitudine per aver potuto vivere sulla propria pelle la diversità dell’AC in tutte le città in cui è stata. In particolare ci ha aiutato a riflettere sul fatto che spesso non pensiamo molto ai problemi che possono avere anche gli altri paesi, ci concentriamo solo sulla nostra piccola realtà, ma per lei è stato importantissimo entrare in contatto con le diverse dinamiche dell’Azione Cattolica. In merito a questo sottolineava soprattutto l’importanza che deve avere la Chiesa, deve essere una Chiesa in uscita, riprendendo anche le parole di Papa Francesco. Ci ha aiutato a rivedere l’immagine che spesso diamo alla Chiesa, ovvero di una Chiesa come un “gruppo a numero chiuso”. Le sue parole ci hanno motivato ad incamminarci insieme verso gli altri, senza volere in cambio riconoscimenti, per portare il Signore Risorto nella vita di tutti e per lasciarci a nostra volta mettere in discussione dalla testimonianza del cammino di fede di altri.

Asia Dattolo, Davide Artioli

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